Pellacani: troppe stonature nella vicenda del pagamento in natura di Modena food
“La decisione della Giunta di accettare a titolo transattivo gli arredi e le attrezzature del Caffè Concerto quale pagamento di un credito nei confronti di Modena food, società di gestione del locale,...
2 MINUTI DI LETTURA
“La decisione della Giunta di accettare a titolo transattivo gli arredi e le attrezzature del Caffè Concerto quale pagamento di un credito nei confronti di Modena food, società di gestione del locale, ammontante a ben 275.750 euro, lascia perplessi”. Comincia così una nota sulla vicenda del locale di piazza Grande firmata da Giuseppe Pellacani, capogruppo in consiglio comunale e responsabile provinciale di Energie per l’Italia. “È evidente - prosegue Pellacani - che c’è qualcosa che stona. Prima di tutto viene da chiedersi da quanto tempo l’amministrazione fosse a conoscenza dell’inadempimento contrattuale da parte di Modena food. Perché è chiaro che un debito legato a canoni e/o utenze non pagate lievita col passare del tempo. E quindi è legittimo domandarsi per quale motivo il Comune non sia intervenuto prima, finchè il debito era basso, prima che il bubbone diventasse troppo grosso Per ogni rapporto contrattuale vale infatti la regola per cui in caso di inadempimento l’altra parte può chiedere la risoluzione del contratto: se uno non paga, si risolve in contratto. Ci sono le vie legali. E poi, al di là dei dubbi sull’effettivo valore dei beni in questione, stimato in 327mila euro iva esclusa (sarebbe interessante sapere quante sono state le perizie), non si può dimenticare che si tratta di soldi pubblici e che, al di là della buona fede (che do per scontata), il risultato finale è che il Comune, senza un bando, ha finito per acquistare 275.000 di beni di dubbio valore da un privato, per di più inadempiente. Qualcosa davvero non torna”.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
