Proteste al Vallauri: trombette per allarmi e calcetto proibito
In palestra vietato agli alunni lo sport permesso alle società E il sistema antincendio da provvisorio è diventato definitivo
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Le società sportive possono giocare a calcetto nella palestra del Vallauri, gli studenti no. È il paradosso - ma non il solo - cui da tempo devono sottostare ragazzi e insegnanti dell'istituto professionale di Carpi, cui dalla Provincia è fatto divieto di praticare questo sport, se non utilizzando palloni di spugna.
Un passo indietro: un accordo siglato tre anni fa tra Provincia e Comune dispone l’utilizzo a pagamento delle palestre annesse agli istituti superiori di Carpi, in orario extrascolastico, da parte delle società sportive e degli enti di promozione, rispondendo così all'esigenza di trovare un luogo dove praticare attività agonistiche e competitive.
Un patto che, a dicembre 2014, tra le varie prescrizioni (quali discipline praticare e dove) ammetteva la pratica del calcetto nella palestra dell’istituto Vallauri, cosa che da qualche tempo non è più consentita. Tutto è nato, qualche anno fa, da un danno provocato da una squadra di pallamano, che affittò il locale nel pomeriggio. Con la palla di cuoio un giocatore urtò alcune canaline che, con un effetto domino, cascarono tutte. Nessuno si fece male, fortunatamente, ma l'incidente causò danni per alcune migliaia di euro, risarciti dalla squadra di pallamano stessa, che se ne assunse la responsabilità.
Da allora, tuttavia, la Provincia diede lo stop. Ma non per la pallamano: per il calcetto. Un divieto che pesa molto agli studenti.
«È una cosa senza logica - si sfoga un genitore - Qui gli studenti sono in prevalenza maschi e, per loro, il calcetto è una passione e uno sfogo. Alle nostre richieste ci è stato risposto che la Provincia impone che si debbano assolutamente evitare le lezioni di calcetto per evitare danneggiamenti alle strutture. Eppure, da fuori, sono venuti o vengono ad allenarsi società di calcetto, di pattinaggio artistico, di pallamano essendo, questa, l'unica palestra di Carpi omologata quanto a dimensioni».
Un provvedimento che, oltretutto, ora impedisce lo svolgimento del torneo di calcetto dell’Avis, un appuntamento atteso che riuniva le scuole superiori della città. A questo si aggiunge un secondo problema: la manutenzione del sistema antincendio, cui si supplisce tramite l'utilizzo di una trombetta da stadio.
«A inizio anno, e periodicamente, a noi ragazzi viene insegnato cosa fare in caso di evacuazione - spiega uno studente - Tutti contro il muro, uscita in fila nel modo più ordinato possibile attraverso determinati percorsi. Durante queste prove siamo chiamati a simulare un'emergenza: il primo passo è prendere queste trombette e farle suonare». Doveva forse essere un rimedio provvisorio, in origine, e invece attualmente gli attrezzi sono ancora lì».
«Se c’è un’emergenza, com'è possibile che il suono di questa tromba si senta dappertutto? - si chiede il genitore - Eppure, nonostante le segnalazioni che sono state fatte alla Provincia, è bene che si sappia: attualmente nessuno è ancora intervenuto».
Un passo indietro: un accordo siglato tre anni fa tra Provincia e Comune dispone l’utilizzo a pagamento delle palestre annesse agli istituti superiori di Carpi, in orario extrascolastico, da parte delle società sportive e degli enti di promozione, rispondendo così all'esigenza di trovare un luogo dove praticare attività agonistiche e competitive.
Un patto che, a dicembre 2014, tra le varie prescrizioni (quali discipline praticare e dove) ammetteva la pratica del calcetto nella palestra dell’istituto Vallauri, cosa che da qualche tempo non è più consentita. Tutto è nato, qualche anno fa, da un danno provocato da una squadra di pallamano, che affittò il locale nel pomeriggio. Con la palla di cuoio un giocatore urtò alcune canaline che, con un effetto domino, cascarono tutte. Nessuno si fece male, fortunatamente, ma l'incidente causò danni per alcune migliaia di euro, risarciti dalla squadra di pallamano stessa, che se ne assunse la responsabilità.
Da allora, tuttavia, la Provincia diede lo stop. Ma non per la pallamano: per il calcetto. Un divieto che pesa molto agli studenti.
«È una cosa senza logica - si sfoga un genitore - Qui gli studenti sono in prevalenza maschi e, per loro, il calcetto è una passione e uno sfogo. Alle nostre richieste ci è stato risposto che la Provincia impone che si debbano assolutamente evitare le lezioni di calcetto per evitare danneggiamenti alle strutture. Eppure, da fuori, sono venuti o vengono ad allenarsi società di calcetto, di pattinaggio artistico, di pallamano essendo, questa, l'unica palestra di Carpi omologata quanto a dimensioni».
Un provvedimento che, oltretutto, ora impedisce lo svolgimento del torneo di calcetto dell’Avis, un appuntamento atteso che riuniva le scuole superiori della città. A questo si aggiunge un secondo problema: la manutenzione del sistema antincendio, cui si supplisce tramite l'utilizzo di una trombetta da stadio.
«A inizio anno, e periodicamente, a noi ragazzi viene insegnato cosa fare in caso di evacuazione - spiega uno studente - Tutti contro il muro, uscita in fila nel modo più ordinato possibile attraverso determinati percorsi. Durante queste prove siamo chiamati a simulare un'emergenza: il primo passo è prendere queste trombette e farle suonare». Doveva forse essere un rimedio provvisorio, in origine, e invece attualmente gli attrezzi sono ancora lì».
«Se c’è un’emergenza, com'è possibile che il suono di questa tromba si senta dappertutto? - si chiede il genitore - Eppure, nonostante le segnalazioni che sono state fatte alla Provincia, è bene che si sappia: attualmente nessuno è ancora intervenuto».
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