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Altri 30 posti per i licenziati di Castelfrigo

Altri 30 posti per i licenziati di Castelfrigo

L’annuncio delle possibili assunzioni arriva durante il primo tavolo sul settore carni in Regione

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CASTELNUOVO. Si è insediato ieri in Regione l’atteso “Tavolo Carni”, la cui costituzione era stata stabilita lo scorso 29 dicembre durante l'incontro in cui fu al contempo stipulata un’intesa tra le Organizzazioni sindacali, l’Alleanza Cooperative italiane, Confindustria e la Regione. A far partire il progetto sono stati i più recenti sviluppi inerenti alla vertenza Castelfrigo, con i 52 lavoratori che non hanno preso parte allo sciopero e che sono stati riassunti, a partire dal 2 gennaio tramite un’agenzia per il lavoro, grazie all’accordo firmato dalla Fai Cisl Emilia Centrale e dai dirigenti della Castelfrigo. Altri 75 lavoratori, quelli impegnati nella protesta partita il 17 ottobre, non sono invece stati né riassunti né, al momento, ricollocati.

«La lotta dei lavoratori degli appalti della Castelfrigo continuerà sino alla ricollocazione di tutti e l’impegno della Cgil Emilia Romagna è di essere al loro fianco e di proseguire nella ricerca di un nuovo modello di relazioni ed economico del distretto delle carni, fondato sulla legalità, sulla corretta applicazione dei contratti, sulla qualità del lavoro e dei prodotti», ha affermato Antonio Mattioli, responsabile della politiche contrattuali della Cgil Emilia Romagna.

Tutte le parti riunite attorno al Tavolo Carni hanno tuttavia confermato la volontà di divenire parte attiva nella ricollocazione dei lavoratori e la Regione ha registrato “un fabbisogno di circa 30 nuove opportunità di lavoro da parte di aziende del territorio, che apriranno le selezioni attraverso appositi colloqui”.

Con lo scopo principale di trovare soluzioni condivise per combattere il fenomeno delle false cooperative, il Tavolo Carni ha avuto come protagonisti anche rappresentanti dei Ministeri del Lavoro e dello Sviluppo Economico, oltre che esponenti delle istituzioni tra cui l’assessore regionale alla Legalità, Massimo Mezzetti, il sindaco Paradisi e la Provincia. Durante il primo incontro sono state dunque dettate le linee guida del lavoro che dovrà essere svolto e che avrà come priorità la definizione di nuovi strumenti che siano in grado di colpire la competizione sleale, l’evasione e l’elusione fiscale, la mancata applicazione contrattuale, l’illegalità e dunque il problema delle cooperative spurie. Tutti fenomeni, questi, che vanno ad incidere e a falsare non solo l’economia dell'intero distretto modenese della lavorazione delle carni, ma che ha al contempo gravi ripercussioni soprattutto sulla qualità del lavoro, sui diritti dei lavoratori e sul sociale. (s. d.)

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