Controlli fiscali a raffica
Modenese nei guai per notifiche inevase durante la malattia
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Alla fine ci si è messa anche una gravissima malattia, quella per cui ha rischiato la vita e per cui è ancora in cura, a complicare la vita a un modenese di 66 anni che da un decennio ha ingaggiato un difficile braccio di ferro con l’Agenzia delle Entrate.
D.G., tassista di professione, si è ritrovato nel 2007 a far fronte alla prima contestazione da parte degli uffici modenesi del fisco. L’origine della contesa? Una contestazione sui km percorsi con il suo veicolo per ragioni di lavoro. «Troppo pochi, c’è un’evasione» sentenziò il funzionario. A poco valsero le giustificazioni del tassista che dimostrò, documenti alla mano, che una grave malattia invalidante lo aveva costretto in quei mesi a un pendolarismo quotidiano con la provincia di Bologna dove si trovava il suo fisioterapista. «Ho mostrato loro anche le fatture con il numero dei trattamenti, le date e tutti i dati tributari» spiega ancora oggi sconsolato.
Niente da fare, alla fine arriva la sanzione da 7 mila euro. E da quel momento, dopo il ricorso legale e altri tentativi di mediazione, sono arrivati altri controlli. A raffica, tutti centrati sulle sue attività e le proprietà. «Per fortuna che non ho mai buttato via una ricevuta» dice perplesso mentre mette in ordine le carte che conserva con cura. Così finiscono sotto la lente d’ingrandimento degli uffici finanziari per accertamenti il miniappartamento ricevuto dal padre dopo la sua morte, 45 metri in tutto, e dove vive la figlia: «Non ho voluto barare - spiega - se l’avessi intestato a lei non avrei avuto grane». poi di nuovo nel 2009 un percorso a ostacoli con richiesta di ricevute sulle fatture delle spese condominiali, consegnate e poi richieste di nuovo per un asserito smarrimento. Infine un’ennesima verifica sui km percorsi tra un ricorso e l’altro, con contestazioni e notifiche e raccomandate che si accumulavano nella sua abitazione.
«In quei tre anni mi hanno trovato un brutto male - dice il tassista - ho dovuto curarmi e operarmi. Non ho avuto la forza per seguire il mare di carte». La sintesi delle ultime 30 notifica oggi è un conto di 48 mila euro tra interessi e mora, con il pericolo di un pignoramento sulla casa. (s.c.)
D.G., tassista di professione, si è ritrovato nel 2007 a far fronte alla prima contestazione da parte degli uffici modenesi del fisco. L’origine della contesa? Una contestazione sui km percorsi con il suo veicolo per ragioni di lavoro. «Troppo pochi, c’è un’evasione» sentenziò il funzionario. A poco valsero le giustificazioni del tassista che dimostrò, documenti alla mano, che una grave malattia invalidante lo aveva costretto in quei mesi a un pendolarismo quotidiano con la provincia di Bologna dove si trovava il suo fisioterapista. «Ho mostrato loro anche le fatture con il numero dei trattamenti, le date e tutti i dati tributari» spiega ancora oggi sconsolato.
Niente da fare, alla fine arriva la sanzione da 7 mila euro. E da quel momento, dopo il ricorso legale e altri tentativi di mediazione, sono arrivati altri controlli. A raffica, tutti centrati sulle sue attività e le proprietà. «Per fortuna che non ho mai buttato via una ricevuta» dice perplesso mentre mette in ordine le carte che conserva con cura. Così finiscono sotto la lente d’ingrandimento degli uffici finanziari per accertamenti il miniappartamento ricevuto dal padre dopo la sua morte, 45 metri in tutto, e dove vive la figlia: «Non ho voluto barare - spiega - se l’avessi intestato a lei non avrei avuto grane». poi di nuovo nel 2009 un percorso a ostacoli con richiesta di ricevute sulle fatture delle spese condominiali, consegnate e poi richieste di nuovo per un asserito smarrimento. Infine un’ennesima verifica sui km percorsi tra un ricorso e l’altro, con contestazioni e notifiche e raccomandate che si accumulavano nella sua abitazione.
«In quei tre anni mi hanno trovato un brutto male - dice il tassista - ho dovuto curarmi e operarmi. Non ho avuto la forza per seguire il mare di carte». La sintesi delle ultime 30 notifica oggi è un conto di 48 mila euro tra interessi e mora, con il pericolo di un pignoramento sulla casa. (s.c.)
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