L’ASSESSORE VANDELLI
«Distribuzione del commercio entra nel piano urbanistico»
«Il Piano urbanistico generale come strumento di pianificazione del territorio dovrà occuparsi anche del governo e della programmazione dei temi del commercio. Bisogna porsi la questione di come...
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«Il Piano urbanistico generale come strumento di pianificazione del territorio dovrà occuparsi anche del governo e della programmazione dei temi del commercio. Bisogna porsi la questione di come ammodernare e qualificare la rete dell’offerta economica presente a Modena, per renderla più aderente possibile alle esigenze dei cittadini». Lo ha detto l’assessore all’Urbanistica Anna Maria Vandelli nella seduta del Consiglio comunale rispondendo all’interrogazione trasformata in interpellanza di Adolfo Morandi (Forza Italia) sul futuro Pug.
Il consigliere ha chiesto all’assessore «se non ritenga opportuno dotare il Pug di strumenti urbanistici utili ad una programmazione del territorio che eviti le concentrazioni di esercizi di medie e grandi dimensioni e stabilisca, a questo fine, dei criteri di definizione delle aree utilizzabili» e «se non ritenga opportuno, nella predisposizione delle zone commerciali specializzate e delle aree commerciali integrate, che la loro collocazione nel Piano Urbanistico Generale tenga conto dell'assetto complessivo dello stesso, con particolare riguardo al rapporto con la viabilità e gli accessi dalla stessa, nonché all'impatto paesaggistico e ambientale».
L’assessore ha ricordato che sulle strutture commerciali è stata fatta un’indagine che «ha evidenziato un deficit di presenza di piccole e medie attività di tipo commerciale, cioè di 1500 metri quadrati alimentari, che non si possono insediare in tutti i contesti della città, ma in gran parte del tessuto. «Non hanno - ha proseguito - un’attrazione che va al di là del quartiere circostante e del traffico che già normalmente transita sull’asse viario adiacente: fungono cioè da servizio di quartiere». L’assessore ha spiegato inoltre che, è stato attivato un secondo studio sui centri di vicinato, aggregati commerciali che presentano un mix di commercio e servizi. «Alcuni di questi - ha affermato - sono in difficoltà perché il commercio non è una attività immobile nel tempo, ma richiede innovazione continua. Saranno al centro delle prossime politiche che proporremo. Poi ci concentreremo sulle piccole attività, quelle fino a 150 metri, su cui serve una maggiore qualità dell’offerta».
Il consigliere ha chiesto all’assessore «se non ritenga opportuno dotare il Pug di strumenti urbanistici utili ad una programmazione del territorio che eviti le concentrazioni di esercizi di medie e grandi dimensioni e stabilisca, a questo fine, dei criteri di definizione delle aree utilizzabili» e «se non ritenga opportuno, nella predisposizione delle zone commerciali specializzate e delle aree commerciali integrate, che la loro collocazione nel Piano Urbanistico Generale tenga conto dell'assetto complessivo dello stesso, con particolare riguardo al rapporto con la viabilità e gli accessi dalla stessa, nonché all'impatto paesaggistico e ambientale».
L’assessore ha ricordato che sulle strutture commerciali è stata fatta un’indagine che «ha evidenziato un deficit di presenza di piccole e medie attività di tipo commerciale, cioè di 1500 metri quadrati alimentari, che non si possono insediare in tutti i contesti della città, ma in gran parte del tessuto. «Non hanno - ha proseguito - un’attrazione che va al di là del quartiere circostante e del traffico che già normalmente transita sull’asse viario adiacente: fungono cioè da servizio di quartiere». L’assessore ha spiegato inoltre che, è stato attivato un secondo studio sui centri di vicinato, aggregati commerciali che presentano un mix di commercio e servizi. «Alcuni di questi - ha affermato - sono in difficoltà perché il commercio non è una attività immobile nel tempo, ma richiede innovazione continua. Saranno al centro delle prossime politiche che proporremo. Poi ci concentreremo sulle piccole attività, quelle fino a 150 metri, su cui serve una maggiore qualità dell’offerta».
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