IL SINDACALISTA DI CGIL REPLICA ALLE PROPOSTE DI MORETTI E SACCONI
Landini: «No a contratti nazionali»
«Ne servono pochi ma forti, meglio lanciare salari di prossimità»
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«I contratti di lavoro unici e monolitici generano bassa crescita occupazionale e quindi sarebbe meglio lanciare salari di prossimità territorio per territorio». Così il sindacalista Maurizio Landini ha replicato alla proposta ripresa nel blog dell'Associazione amici di Marco Biagi e formulata dal presidente della Commissione lavoro del Senato Maurizio Sacconi di Energie per l'Italia.
L'ex segretario Fiom, che ora fa parte della segreteria nazionale Cgil, ne ha parlato a margine del convegno sulla mobilità sostenibile ieri a Modena. Landini boccia la proposta dell'economista Enrico Moretti, dell'università di Berkeley, già pubblicata sul Sole 24 Ore: «Credo sia una sciocchezza pura - ha detto Landini - Abbiamo bisogno oggi di meno ma più forti contratti nazionali, che tutelino tutte le forme di lavoro. In questi anni del resto abbiamo visto che spesso il lavoro cosiddetto autonomo, le partite Iva e altro, è stato usato per ridurre i diritti di tutti i lavoratori». In ogni caso Landini ha ricordato che «il contratto di prossimità ce l'abbiamo ed è quello di Fiat Chrysler, ma non mi pare che il Gruppo Fiat, uscito dal contratto nazionale, oggi si caratterizzi per processi innovativi avanzati. Di auto elettriche non ne ha, è in ritardo sugli investimenti».
Più in generale il dirigente Cgil rincara la dose: «Il nostro Paese così rischia di perdere anche competenze, questa non è la strada giusta. La strada è quella di contratti nazionali che siano più inclusivi e forti: la contrattazione aziendale o territoriale non può esser posta come alternativa al contratto nazionale riducendo diritti».
Su Fca ieri si è espresso anche Ferdinando Uliano, segretario nazionale Fim-Cisl, sollecitando «maggiori investimenti nei prossimi anni per potenziare gli stabilimenti italiani».
L'ex segretario Fiom, che ora fa parte della segreteria nazionale Cgil, ne ha parlato a margine del convegno sulla mobilità sostenibile ieri a Modena. Landini boccia la proposta dell'economista Enrico Moretti, dell'università di Berkeley, già pubblicata sul Sole 24 Ore: «Credo sia una sciocchezza pura - ha detto Landini - Abbiamo bisogno oggi di meno ma più forti contratti nazionali, che tutelino tutte le forme di lavoro. In questi anni del resto abbiamo visto che spesso il lavoro cosiddetto autonomo, le partite Iva e altro, è stato usato per ridurre i diritti di tutti i lavoratori». In ogni caso Landini ha ricordato che «il contratto di prossimità ce l'abbiamo ed è quello di Fiat Chrysler, ma non mi pare che il Gruppo Fiat, uscito dal contratto nazionale, oggi si caratterizzi per processi innovativi avanzati. Di auto elettriche non ne ha, è in ritardo sugli investimenti».
Più in generale il dirigente Cgil rincara la dose: «Il nostro Paese così rischia di perdere anche competenze, questa non è la strada giusta. La strada è quella di contratti nazionali che siano più inclusivi e forti: la contrattazione aziendale o territoriale non può esser posta come alternativa al contratto nazionale riducendo diritti».
Su Fca ieri si è espresso anche Ferdinando Uliano, segretario nazionale Fim-Cisl, sollecitando «maggiori investimenti nei prossimi anni per potenziare gli stabilimenti italiani».
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