Modena, Usb picchetta gli uffici del direttore Seta Badalotti
Oltre quattro ore di presidio per ottenere una delegazione abilitata a trattare Sciopero tutto il giorno. Nervi tesi per un investigatore: «È solo un controllore»
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MODENA Si sono seduti davanti all’ufficio del presidente Vanni Bulgarelli a decine, pur di farsi ascoltare. E alla fine, invece di essere ricevuti e riconosciuti come controparte sindacale, i militanti e i rappresentanti di Usb hanno spiegato agli agenti della Digos le loro ragioni anzichè al direttore generale Badalotti, che con ragioni varie si è rifiutato di discutere con i lavoratori di Seta. Quanto al presidente non c’è stato nessun contatto per l’ottima ragione che era fuori sede.
Con queste premesse c’è da stupirsi che lo sciopero di ieri su autobus e filobus abbia avuto un’ampia partecipazione? E mentre gli organizzatori parlano di un’adesione quasi al completo sui turni della mattina, grazie anche alla collaborazione attiva degli iscritti agli altri sindacati, l’esito della trattativa è stata ancora una fumata nera. Badalotti prima ha voluto selezionare i nomi della delegazione ristretta ma quando ha visto che c’erano anche i dirigenti regionali e nazionali di Usb ha chiuso la porta in faccia: «Parlo solo con delegati Seta. Arrangiatevi».
La cronaca di ieri parte dal presidio alle 9.30 di ieri davanti all’entrata riservata agli automezzi diretti al deposito.
Sotto il gazebo con le bandiere sindacali di Usb e gli slogan diventati popolari anche tra gli utenti (“Dirigenti Seta incompetenti scaricano le colpe sui dipendenti”), una quarantina di autisti ha fatto il punto della situazione dopo gli scioperi a vuoto dell’anno scorso. In tasca avevano il volantino con la scheda di uno degli ultimi neoassunti, un addetto che dovrebbe ufficialmente occuparsi del movimento, e che invece su un sito specializzato di ricerca di lavoro si presenta come “investigatore in borghese”. Di qui l’esasperazione è salita a mille.
La sola idea che Seta, che lesina sui minuti nei turni orari per non pagare un euro in più di straordinario, spendesse fior di quattrini per assumere una guardia privata ha fatto parlare di “agente provocatore”. E pochi minuti dopo una nutrita delegazione è partita verso i piani alti dell’azienda di via S. Anna.
Una nota di servizio ufficiale di metà dicembre spiegava laconicamente che il nuovo addetto, citato per nome e cognome, era stato assunto come “operatore esterno come addetto d’esercizio per svolgere attività di supporto all’esercizio automobilistico e di controllo sulla regolarità del servizio e sul personale viaggiante”. Da quasi un mese il supercontrollore, parlando con gli autisti mentre stanno guidando, compilava un verbalino con domande generiche sugli orari e una casella a fine pagina per il giudizio finale. «Ci piacerebbe sapere dunque - spiega il leader Usb in Seta, Sebastiano Taumaturgo - in base a quali parametri il guidatore sotto esame verrà valutato. La puntualità durante le code nelle ore di punta? O giudizi ancora più immotivabili? Aspettiamo risposte».
La manifestazione si è chiusa alle 14. Niente occupazione. Ma Seta fa la voce grossa e minaccia querele.
«Alcune sigle minoritarie - scrive l’azienda - fanno ricorso a provocazioni proprio quando si profilano accordi sui premi di risultato. Quanto all’investigatore privato per controllare i dipendenti facciamo presente che si tratta di normale attività di controllo sulla regolarità del servizio e sulla professionalità del personale viaggiante, sia di Seta sia delle aziende subappaltanti. Un’attività per nulla paragonabile a quella svolta da chi compie indagini conto terzi in incognito. Quindi non escludiamo di attivarci nelle sedi opportune per tutelare la nostra onorabilità».
Saverio Cioce
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