Abuso edilizio al poligono, tutto prescritto
Serra. Non ci sono colpevoli per la villa della Fondaccia. Tagliazucchi assolto per la violenza privata
2 MINUTI DI LETTURA
SERRAMAZZONI. Prescrizione per tutti sull’abuso edilizio e assoluzione per Tagliazucchi dall’accusa di violenza privata. Si è concluso così, a sette anni dall’esplosione del caso con gli avvisi di garanzia, il processo di primo grado per il villino costruito a Serra alla Fondaccia nell’area di realizzazione del poligono di tiro più grande d’Europa. Sul banco degli imputati, Franco Degli Antoni (titolare della concessione e presidente della Top Tiro srl, la società incaricata del poligono), Gerardo Sileo e Angela Genovese (costruttori), l’architetto Moreno Giacobazzi (progettista) e l’ex dirigente dell’Urbanistica ed Edilizia Enrico Tagliazucchi. Le difese avevano chiesto l’assoluzione per tutti i capi, il pm (Claudia Natalini, sostituita dal vpo) il non luogo a procedere per intervenuta prescrizione sul fronte urbanistico e l’assoluzione per la violenza privata di cui Tagliazucchi era stato accusato nei confronti di una sua sottoposta, per sollecitare l’approvazione della pratica. La parte civile (l’avvocato Pina Di Credico per il Comune) aveva chiesto invece la condanna su questo fronte e si era opposta all’assoluzione per gli altri capi, rassegnandosi piuttosto alla prescrizione. Il verdetto del giudice Francesco Cermaria, ieri alle 15, è rimasto in linea con la posizione del pm, decretando per l’abuso edilizio il «non doversi procedere di fronte a un reato estinto per intervenuta prescrizione» e per la violenza privata l’assoluzione «perché il fatto non sussiste». Presenti in aula il sindaco Roberto Rubbiani e Degli Antoni, unico degli imputati.
«C’è soddisfazione per la fine del processo - ha detto Degli Antoni - ma amarezza al pensiero che sono passati sette anni, tra danni e spese che non ci riconoscerà nessuno. Noi abbiamo pagato le concessioni e fatto tutti gli adempimenti richiesti dal Comune: la sensazione è quella di essersi trovati nel posto sbagliato nel momento sbagliato. Spero adesso di poterlo finire presto questo poligono». «Ancora una volta la prescrizione impedisce di valutare i fatti nel merito - ha rimarcato Rubbiani - almeno adesso ci sono le condizioni per completare l’intervento». «Attendiamo le motivazioni prima di ogni commento», ha precisato l’avvocato Roberto Bortolotti, difensore di Giacobazzi. «Tagliazucchi non ha mai usato violenza a nessuno - ha sottolineato il suo avvocato Roberto Ghini - e questa assoluzione è sacrosanta. Avremmo preferito l’assoluzione anche dall’altra accusa, perché questo processo si fondava sul nulla. Però l’orientamento della giurisprudenza è quello di far prevalere la prescrizione nel caso l’innocenza non sia manifesta. E questa era una vicenda complessa, se si voleva entrare nel merito». (dm)
«C’è soddisfazione per la fine del processo - ha detto Degli Antoni - ma amarezza al pensiero che sono passati sette anni, tra danni e spese che non ci riconoscerà nessuno. Noi abbiamo pagato le concessioni e fatto tutti gli adempimenti richiesti dal Comune: la sensazione è quella di essersi trovati nel posto sbagliato nel momento sbagliato. Spero adesso di poterlo finire presto questo poligono». «Ancora una volta la prescrizione impedisce di valutare i fatti nel merito - ha rimarcato Rubbiani - almeno adesso ci sono le condizioni per completare l’intervento». «Attendiamo le motivazioni prima di ogni commento», ha precisato l’avvocato Roberto Bortolotti, difensore di Giacobazzi. «Tagliazucchi non ha mai usato violenza a nessuno - ha sottolineato il suo avvocato Roberto Ghini - e questa assoluzione è sacrosanta. Avremmo preferito l’assoluzione anche dall’altra accusa, perché questo processo si fondava sul nulla. Però l’orientamento della giurisprudenza è quello di far prevalere la prescrizione nel caso l’innocenza non sia manifesta. E questa era una vicenda complessa, se si voleva entrare nel merito». (dm)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
