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Carpi, sconto di pena ai vandali per errore nella sentenza

di Serena Arbizzi
Carpi, sconto di pena ai vandali per errore nella sentenza

Il periodo in cui rimarranno in comunità era stato calcolato su parametri sbagliati Per i tre ragazzi condanna di 20 mesi invece dei due anni previsti in primo grado

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CARPI. La pena, in primo grado, era stata calcolata sulla base di un parametro sbagliato, così, il giudice della Corte d’appello, ha deciso di ricalcolare il periodo che i tre avrebbero dovranno trascorrere in comunità, arrivando a uno sconto di pena di quattro mesi.

Questo il motivo per cui, lo scorso novembre, il Tribunale di secondo grado ha stabilito che i tre vandali che, lo scorso aprile, rubarono cinque bus dal deposito della stazione delle corriere, scorrazzarono per tutta la città per poi andarsi a schiantare contro l’ingresso del Meucci, staranno in comunità un anno e otto mesi in tutto, invece dei due anni previsti inizialmente.

Nello specifico, poi, la sentenza stabilisce che i tre rimarranno in comunità e non saranno, quindi, impiegati in lavori socialmente utili in una struttura per anziani di Carpi, come richiesto dalla difesa. Le motivazioni sono diverse da ragazzo a ragazzo. Uno dei vandali, evaso dalla comunità per due volte, ha dimostrato, con questi gesti, di non meritare l’impiego in lavori socialmente utili. Il secondo, stando a quanto si evince dalla sentenza, non ha dimostrato di avere affrontato un percorso di crescita e di maturazione del problemi e, quindi, starà in comunità. Il terzo ha manifestato momenti di nervosismo e autolesionismo. Nel dettaglio, avrebbe sferrato un pugno contro al muro.

Venendo all’ammontare della pena, nella sentenza di primo grado era stata parametrata a cinque autobus. Mentre, come richiesto dall’avvocato difensore Mario Di Frenna, è stata ricalcolata tenendo conto che gli episodi a cui va fatto riferimento sono tre. Il risultato, dopo il nuovo calcolo, è stato lo sconto di quattro mesi.

Il procedimento giudiziario, poi, è stato condito da un ulteriore colpo di scena. Ossia, un altro legale, incaricato da uno dei tre vandali, ha presentato istanza al giudice facendo presente che l’avvocato Di Frenna non avrebbe potuto difendere tutti e tre contemporaneamente perché le posizioni sono incompatibili. Quindi, il nuovo legale ha richiesto l’annullamento di tutto il procedimento, a partire dal primo grado. L’istanza è stata respinta dal giudice perché le posizioni sono, invece, compatibili.

Ora, è possibile che le famiglie dei tre facciano ricorso in Cassazione.
 

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