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La Notte dei licei classici apre il Formiggini alla città

di Andrea Gilioli
La Notte dei licei classici apre il Formiggini alla città

Centinaia di persone scoprono le varie attività organizzate dagli studenti Il prof Ferrari: «Non siamo un relitto del passato, anzi da noi si costruisce il futuro»

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Centinaia di persone al liceo Formiggini per la “Notte dei Licei Classici”, evento di caratura nazionale che ha visto tanti istituti aprire i battenti fino a tarda sera per proporre a studenti, genitori e cittadini iniziative culturali e di svago dedicate alla riscoperta della classicità e alla difesa del liceo classico, indirizzo scolastico che, negli ultimi anni, ha subito una pesante crisi di iscrizioni. Al Formiggini, che ospita una sezione ad indirizzo classico, i giovani delle varie classi hanno organizzato una conferenza sulla libertà di parola, alcuni “debate”, tra cui quello sulla colpevolezza di Elena di Troia, e diversi workshop e laboratori: dal teatro, con la messa in scena di alcuni miti classici, all’approfondimento storico sulla libertà di parola durante il fascismo, collegato alla figura di Angelo Fortunato Formiggini, editore ebreo modenese, perseguitato dal fascismo, suicida dalla Ghirlandina nel 1938. Sono stati realizzati anche alcuni cartelloni in cui sono esemplificati i “lasciti” della classicità greca e latina nel mondo di oggi e nel modo di esprimersi quotidiano.

«Il classico - ha spiegato il professor Giuseppe Ferrari, tra gli organizzatori della Notte a Sassuolo - si è stabilizzato trovando una sua nicchia territoriale. I numeri sono modesti, ma inseriti all’interno di un liceo che ha un’offerta di indirizzi molto ampia, e questo crea un’interazione molto positiva, virtuosa. Quel rischio di ammuffimento che minaccia i licei classici forse, qui al Formiggini, lo corriamo in misura minore».

«L’evento è anche un modo per aprire la scuola alla città. Purtroppo - ha continuato il docente di storia e filosofia - c’è sempre più spesso un’idea, in parte fondata, di scuola chiusa su se stessa, autoreferenziale. Incontri come questo vanno nella giusta direzione, e cioè quella di aprirsi, di dialogare con la realtà che circonda la scuola».

Il grande successo della serata ha ripagato i sacrifici dei ragazzi del classico, che hanno preparato le iniziative utilizzano il loro tempo libero. «Gli studenti - ha concluso Ferrari - hanno lavorato con buona volontà nonostante i mille impegni scolastici. Il risultato, in questo tentativo di declinare il messaggio della classicità con i problemi e le sfide del presente, è molto buono. Il liceo classico non è un relitto del passato ma una risorsa preziosa per il futuro. Pensiamo che la cultura classica sia uno strumento fondamentale, non tanto per guardare indietro, magari con nostalgia, ma per acquistare quegli indispensabili strumenti di interpretazione critica della realtà, quello spessore che spesso manca alla nostra società, alla nostra politica e alla nostra cultura».

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