La tigella di Vignola sbarca a Copenaghen
Il ristorante del vignolese Gozzoli «Qui i danesi scoprono tortellini, lambrusco e le dop modenesi»
VIGNOLA. Un locale che esalta l’essenza della cucina modenese, con le quattro dop dell’enogastronomia nostrana, protagoniste, insieme a tante altre chicche come la tigella e la torta Barozzi. Soltanto che la tavola, questa volta, non è imbandita in un’osteria o in un ristorante all’ombra della Ghirlandina, sulle dolci colline dell’Appennino modenese o nel cuore sconfinato della Bassa. Questo locale ha come sfondo la statua della Sirenetta di Copenaghen. Perché è proprio nella capitale danese che il vignolese Simone Gozzoli ha voluto avviare la sua attività, chiamandola La tigella - Connecting Italian Flavour. La società che fa capo a Gozzoli nasce un paio d’anni fa in Danimarca per l’importazione e la distribuzione di cibo. Il business è tutto incentrato sulle eccellenze modenesi, con i quattro blasoni dop (denominazione di origine protetta) come colonna portante.
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«Il nostro business è incentrato su: lambrusco Grasparossa, prosciutto crudo, Parmigiano Reggiano, Aceto balsamico tradizionale - spiega il vignolese - A queste abbiamo aggiunto la torta Barozzi e le crescentine. Ci siamo presentati durante tre fiere in Danimarca per sondare il terreno e promuovere i prodotti, poi, all’inizio del 2017 io e la mia famiglia ci siamo trasferiti a Copenaghen. Abbiamo scelto la Danimarca per due motivi principali: il lavoro e lo stile di vita. Per quanto riguarda il lavoro, il popolo danese è molto curioso e attento al buon cibo. Lo stile di vita, siccome abbiamo due bimbi piccoli, riteniamo che anche per loro questa costituisca un’esperienza di vita importantissima: Ada dopo pochi mesi di asilo è già diventata bilingue».
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Gozzoli ama definire il suo locale una “vecchia osteria, una trattoria”, senza il servizio che hanno i ristoranti ma con prodotti di altissima qualità. In Italia forse si chiamerebbe “wine bar con piccola cucina”, qui in centro a Copenaghen - il locale si trova nella zona pedonale a 100 metri dalla stazione principale della metropolitana - la chiamiamo semplicemente “la Tigella di Modena”. Abbiamo all’interno uno shop dove i clienti possono acquistare tutto quello che si mangi. A dire il vero l’idea iniziale era consentire ai clienti di entrare, fare una piccola degustazione e procedere con la spesa. Poi, con il passare dei mesi abbiamo notato che la gente ci scambia sempre più per ristorante, tanto che ci siamo messi a fare, rigorosamente a mano, tortellini, tortelloni, passatelli e, qualche altro piatto tipico della nostra terra, come il cotechino con purè. Essendo stati i primi a portare la tigella in Danimarca abbiamo il problema, tuttora, che la gente non la conosce. E su quello che i danesi non conoscono inizialmente sono molto diffidenti. Una volta che la assaggiano, però, ne rimangono entusiasti: anche se non avendola come tradizione, faticano a concepirla come un pasto completo. Associano, infatti, questi “panini” che si mangiano con le mani a un aperitivo e non a un pasto fatto da pasta e secondo, oppure un piatto unico». La Confraternita del Gnocco d’oro, per l’originalità dell’idea di Simone che ha esportato la tigella nel nord Europa, gli ha tributato il riconoscimento di ambasciatore della coppia fumante durante l’ultima edizione della manifestazione enogastronomica “La Bonissima”.
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