Modena, in via Martinelli il Residence Sociale per chi è in difficoltà
Pronti otto appartamenti destinati a cittadini modenesi in situazioni economiche disagiate: precedenza a chi ha figli
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MODENA. Giovanni, Alessio, Mauro, Claudio, Vincenzo... E la lista è ancora lunga. Li ha citati il sindaco Muzzarelli per ringraziarli: sono loro che, nelle ultime settimane, hanno ristrutturato otto appartamenti al civico 80 di via Martinelli. Dietro quella porta rossa ridipinta da oggi ci saranno famiglie in grave difficoltà economica residenti a Modena che troveranno una sistemazione.
«Il rilancio abitativo coincide con il rilancio delle persone e il loro reintegro nella nostra comunità - spiega l’assessore al welfare Giuliana Urbelli - Il Residence sociale di via Martinelli è una risposta tempestiva a situazioni di emergenza abitativa, come a seguito di un provvedimento di sfratto. Destinatari dell’intervento sono nuclei residenti in città con priorità per quelli con figli minori. L’accesso avviene sulla base della progettazione del Servizio Sociale Territoriale del Comune di Modena».
L’inserimento nel Residence rientra in un progetto educativo elaborato dai Servizi sociali, in condivisione con il gestore e la famiglia beneficiaria, per favorire l’inclusione sociale e promuoverne l’autonomia. Il progetto definisce obiettivi, interventi, impegni di tutti i soggetti coinvolti e tempi.
«L’accoglienza temporanea nel Residence - continua Urbelli - intende anche favorire la possibilità di poter nuovamente accedere a una locazione stabile, a tal fine le famiglie saranno coinvolte in attività di educazione all’abitare per potenziare le loro capacità a gestire abitazione e relazioni condominiali».
Muzzarelli l’ha chiamata anche «rigenerazione di comunità per sentirsi tutti parte della nostra città che deve accrescere il suo senso di responsabilità verso queste situazioni».
Gli interventi educativi saranno inoltre finalizzati alla acquisizione della maggiore autonomia possibile del nucleo familiare, anche economica, attraverso percorsi di accompagnamento ai servizi di accesso al lavoro e alla casa.
Gli alloggi saranno assegnati con una concessione semestrale rinnovabile per ulteriori sei mesi. I nuclei inseriti saranno tenuti a rispettare il Regolamento di gestione del Residence e tutti gli impegni assunti con il progetto personalizzato. Sottoscrivendo la concessione, la famiglia accetta la temporaneità della collocazione e s’impegna ad attivarsi per reperire autonomamente una situazione abitativa anche con il supporto dei Servizi territoriali. A carico dei nuclei è fissata una cifra forfettaria mensile comprensiva di canone di locazione, spese condominiali e utenze, calcolata in base dell’Isee nell’ottica di responsabilizzazione dei beneficiari.
Sarà la cooperativa sociale Libellula che opera nel settore dell’housing sociale e di inserimenti lavorativi, ad occuparsi della gestione e della manutenzione ordinaria degli alloggi, oltre che del servizio di portierato sociale, e a mettere a disposizione il personale dipendente e volontario necessario.
«Hanno età e problematiche molto diverse, come sono diverse le loro regioni di provenienza, ma tutti sono accumunati da “una gran voglia di fare», sottolinea la presidente della Libellula Elmina Castiglioni. (d.b.)
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