Alluvione nel modenese. La Regione: "Quattro anni dopo, liquidati tutti i danni".
Conclusi 115 cantieri per la messa in sicurezza idraulica e 65 interventi di ripristino delle opere pubbliche Al via nuove opere su Secchia, Panaro e principali affluenti. Il punto sui lavori fatti e i progetti in corso
[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:modena:cronaca:1.16366912:Video:https://video.gelocal.it/gazzettadimodena/dossier/alluvione-a-modena-il-secchia-rompe-l-argine-e-sommerge-i-comuni-della-bassa/alluvione-2014-il-videoracconto-di-quei-drammatici-momenti/39629/39855]]
MODENA. "Tutti i danni alle imprese e alle abitazioni sono stati rimborsati. E sono conclusi i lavori per le opere pubbliche, con 115 cantieri per 30 interventi di messa in sicurezza e difesa idraulica avviati o in corso di progettazione, pari a 83,1 milioni di euro, e 65 di ripristino delle opere pubbliche".
La Regione Emilia-Romagna segnala oggi di aver saldato tutti i danni, a imprese e cittadini, dell'alluvione modenese di quattro anni. Fu provocata dalla rottura degli argini del Secchia, che tra il 19 e il 20 gennaio 2014 portò all'allagamento di paesi, campagne, abitazioni, imprese e opere pubbliche tra Medolla, Bastiglia, Bomporto e San Felice sul Panaro, nella zona già colpita dal terremoto del 2012.
LO SPECIALE ALLUVIONE: 19 gennaio 2014 - 19 gennaio 2018
I lavori sono stati realizzati da regione e agenzia regionale per la protezione civile, con il contributo della provincia, dei comuni, di aipo (agenzia interregionale per il fiume po), delle associazioni e categorie economiche.
"Sono stati risarciti i cittadini e le imprese danneggiate- evidenzia il presidente della regione, Stefano Bonaccini- e questo rappresenta il rispetto di un impegno importante ma certamente dovuto, di fronte a persone, imprenditori e lavoratori che anche in questa ulteriore drammatica occasione hanno sempre dimostrato una forza e una tenacia inarrivabili". Inoltre, ci tiene bonaccini, "proseguono i lavori che renderanno l'area più sicura, con importanti interventi strutturali: siamo infatti consapevoli che una corretta gestione del rischio deve passare attraverso una puntuale pianificazione territoriale e urbanistica, oltre all'aspetto legato alla protezione civile per la gestione del rischio residuo, che va governato- conclude il governatore- nel miglior modo possibile".
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
