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«La pulizia del Tiepido? È una strage di alberi»

di Daniele Montanari
«La pulizia del Tiepido? È una strage di alberi»

Serra. Denuncia dell’ex assessore provinciale Mazzoni per i lavori nel torrente «Spariti senza logica 7 chilometri di fascia fluviale. Ho presentato un esposto»

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SERRAMAZZONI. «Sette chilometri di fascia fluviale sono stati “sbranati” senza che ne siano comprensibili i motivi». A denunciarlo è l'ex assessore provinciale Alberto Mazzoni, in merito a un'altra parte dell’intervento di “pulizia” del torrente Tiepido. Dopo l’allarme sollevato nei giorni scorsi da Legambiente Formigine sul tratto maranellese più a valle, fino a Pozza, adesso il focus è su quello a monte che da Torre Maina va verso Serra, fino all’immissione nel torrente Rio Valle. Da giorni fervono lavori di taglio che hanno suscitato non poche perplessità tra gli automobilisti in transito sull’Estense, di fronte ad ampie zone di “piazza pulita” intorno all’alveo e, un po’ paradossalmente, poco o nessun taglio nella fascia a lato della trafficatissima strada per aumentare magari la visibilità o prevenire crolli da vento o neve. Mazzoni ha presentato un esposto alla Soprintendenza alle Belle Arti e il Paesaggio, ai carabinieri forestali, a Regione, Provincia e ovviamente ai Comuni di Serra e Maranello. Nel ricordare che dal 1989 il Tiepido è oggetto di un progetto intercomunale di tutela, rilanciato anche delle prescrizioni del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (Ptcp), denuncia uno «sconcertante e disastroso sconquasso». Innanzitutto evidenzia come il cartello di cantiere (fotografato) non contenga nessuna informazione su progetto, ente autorizzante e controllore, valore e modalità d’appalto. E poi documenta foto per foto «lo sfacelo prodotto». «Sconcertano e suscitano profonda repulsione - scrive - il taglio di quasi tutti gli alberi di grandi dimensioni (dai 30 ai 50 anni, con tronchi di diametro fino a un metro), anche di quelli assai lontano dal letto primario del torrente; l’estensione dei lavori a tutto l’alveo fluviale anche nei tratti di notevole larghezza; l’assoluta noncuranza nello scardinare, col passaggio di mezzi meccanici mastodontici, l’assetto morfologico del terreno d’alveo. Nulla che rifletta l’esigenza assoluta di tutelare la fauna acquatica e ripariale (pesci, anfibi, rettili, ecc.) rappresentata in questo tratto anche da specie rare. Nulla che, nei fatti, riveli procedure esecutive fondate su una responsabile e scientifica selezione». Un quadro, a suo giudizio, in grave contrasto con le norme del decreto legislativo 42/2004. Da qui la richiesta di spiegazioni e anche di organizzare una “gita di istruzione” con gli enti preposti per toccare con mano. Ma chi ha autorizzato e chi deve vigilare? Arpae dice di ave dato la concessione in seguito al nulla osta idraulico emesso dalla Protezione civile. Che però precisa come la sua competenza sia, appunto, solo di verifica che non vi siano problemi idraulici connessi all’intervento. Rimandando di nuovo ad Arpae su vigilanza e conformità dei lavori.

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