San Felice
Stabellini, ora si apre uno spiraglio
Quasi il 35% dei creditori vota per il concordato in continuità
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SAN FELICE. In un'aula di Tribunale affollata si è tenuta l’adunanza dei creditori chiamati a decidere il destino della società Alcide Stabellini. Il commissario giudiziale, dottor Muffoletto ha riepilogato tutti i passaggi di verifica e controllo sulla proposta della società che hanno portato relazione. In sostanza, ha confermato integralmente la proposta della Stabellini, per un rimborso del 13% a favore dei chirografari (per lo più banche e fornitori). Tra l'altro, e con una singolare tempestività dopo le perplessità che erano pubblicamente emerse sull'operato della Pubblica Amministrazione ai danni della ditta Stabellini, il commissario ha sottolineato che con un decreto emesso ieri, la Regione ha confermato le modalità di pagamento di tutti i crediti spettanti alla società per le opere di ricostruzione post sisma consentendo alla Stabellini di garantire i pagamenti a favore dei creditori. Cosa era accaduto? Sembra la Regione non volesse rimborsare pienamente la Stabellini per i lavori eseguiti, ma solo nella misura del 13%. Ora il problema è comunque risolto.
Fatto sta che ieri oltre alla grande maggioranza dei fornitori e subappaltatori, ha espresso voto favorevole anche un primario istituto di credito. Alla Stabellini per legittimare il concordato servirà l’ok della metà dei creditori chirografari. E oggi siamo attorno al 35%.
A margine dell’udienza, consulenti della società, sebbene apparsi soddisfatti, hanno ritenuto opportuno non parlare.
Ora la palla passa infatti ai creditori che non si sono ancora espressi e che avranno 20 giorni per far pervenire il voto. Chi ha già votato si auspica un voto favorevole in quanto l’alternativa del fallimento rispetto al concordato in continuità è stata giudicata dagli stessi organismi giudiziari nefasta dato che con il fallimento le risorse da distribuire non consentirebbero nemmeno i pagare integralmente i creditori privilegiati. (ase)
Fatto sta che ieri oltre alla grande maggioranza dei fornitori e subappaltatori, ha espresso voto favorevole anche un primario istituto di credito. Alla Stabellini per legittimare il concordato servirà l’ok della metà dei creditori chirografari. E oggi siamo attorno al 35%.
A margine dell’udienza, consulenti della società, sebbene apparsi soddisfatti, hanno ritenuto opportuno non parlare.
Ora la palla passa infatti ai creditori che non si sono ancora espressi e che avranno 20 giorni per far pervenire il voto. Chi ha già votato si auspica un voto favorevole in quanto l’alternativa del fallimento rispetto al concordato in continuità è stata giudicata dagli stessi organismi giudiziari nefasta dato che con il fallimento le risorse da distribuire non consentirebbero nemmeno i pagare integralmente i creditori privilegiati. (ase)
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