Gazzetta di Modena

Modena

Il dolore silenzioso di conoscenti e colleghi

Il dolore silenzioso di conoscenti e colleghi

Era titolare della Redmark, azienda di etichette. Polemiche per la scarsa illuminazione di via Tre Ponti

2 MINUTI DI LETTURA





«Ho bisogno di capire perché». Alessandro, uno dei migliori amici di Davide, non riesce a dire altro. Il dolore è troppo forte.

Mercoledì sera, la notizia di un grave incidente in via Tre Ponti si era diffusa a macchia d’olio, tramite i social network. Un lungo tam tam, per gran parte della serata, aveva percorso il web alla ricerca di un esito possibilmente positivo al sinistro di cui alcuni erano stati inconsapevolmente spettatori, percorrendo la strada al termine della giornata lavorativa.

La tensione era poi scemata, per riaccendersi il mattino dopo. Quell'uomo riverso nel fossato, così immobile, infine era davvero morto. Lo conoscevano in tanti, Davide: chi per lavoro, chi per passione sportiva, chi per amicizia di lunga data. Gli erano profondamente legati i colleghi di lavoro. La sede della Redmark era aperta, ieri. All’ingresso, un continuo viavai di dipendenti che parlavano al telefono, raccontavano, piangevano. È comprensibilmente il gruppo di amici a lui più vicino a stringersi ancor più al ricordo del compagno di una vita in un abbraccio silenzioso eppur così profondo. Nessuno parla, perché nessuno ci riesce. Lo difendono dalla curiosità altrui e si interrogano su come sia stato possibile uscire di casa per andare a correre, come aveva fatto decine e decine di altre volte, per poi non tornare più.

Ora dopo ora, ciascuno di loro ha cambiato la propria immagine sul profilo Facebook: ognuna li ritrae al fianco di Davide Cantarelli, che consideravano alla stregua di un fratello.

A far sentire la loro voce sono invece tanti altri cittadini che, appresa la notizia, hanno lamentato con veemenza la scarsa illuminazione della via che il corridore stava percorrendo. Una strada pericolosa proprio perché buia, nonostante la presenza di lampioni e la vicinanza al centro, da cui è separata dal passaggio a livello.

Su quel lungo rettilineo, le auto sono portate ad andare ad alta velocità e la vicinanza, su un lato della strada, del fossato non rende più agevole percorrerla: come in altri casi simili, dunque, da più parti si invoca la presenza di maggiori controlli stradali, ma ancor più di luci e dissuasori che rallentino la circolazione. (camma)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google