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Il Pd e la “remuntada” Baruffi Nei circoli è tra i più nominati

Il Pd e la “remuntada” Baruffi Nei circoli è tra i più nominati

Tempo ce n’è ancora, e soprattutto c’è che le cose le decideranno il regionale e il nazionale, con l’ultima parola affidata a Matteo Renzi. Però, visto che è stata scelta la strada dei circoli,...

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Tempo ce n’è ancora, e soprattutto c’è che le cose le decideranno il regionale e il nazionale, con l’ultima parola affidata a Matteo Renzi. Però, visto che è stata scelta la strada dei circoli, bisognerà anche ascoltarli. E l’indicazione arrivata in maniera piuttosto chiara è una: Davide Baruffi “merita” di restare a Roma per portare avanti il lavoro iniziato cinque anni fa. Lo hanno detto gli iscritti Pd negli incontri andati in scena su tutto il territorio provinciale mercoledì e giovedì, mentre questa sera la città chiuderà il giro di consultazioni con l’assemblea di via Viterbo. Come comunicato martedì scorso in direzione, dunque, il segretario provinciale Davide Fava si è presentato ai circoli con una rosa composta dai soli nomi dei parlamentari uscenti, a parte quello di Manuela Ghizzoni, che dopo due “giri” ha rinunciato a correre.

Ma se Stefano Vaccari, Giuditta Pini e Matteo Richetti sono già blindati, dalle assemblee è uscito con decisione un giudizio positivo nei confronti di Davide Baruffi, che a questo punto rientra pienamente in corsa: con una spinta così forte dal territorio, per il segretario Fava - già piuttosto in difficoltà con la sinistra dem - sarebbe molto difficile tenere fuori l’ex sindaco di Soliera dalla lista da presentare al segretario regionale Paolo Calvano. E se da una parte nel Pd c’era una sorta di accordo sul fatto che l’area delle Terre d’Argine questa volta potrebbero anche saltare un giro (la Ghizzoni ha fatto due mandati, Baruffi uno, mentre la rinuncia di Palma Costi ha consentito all’ex sindaco di Carpi Campedelli di entrare in Consiglio regionale), dall’altra il via libera alla ricandidatura di Baruffi eviterebbe al Pd di mettere in difficoltà il presidente della Regione Stefano Bonaccini, che difficilmente riuscirebbe a giustificare un sottosegretario modenese (l’alternativa alla ricandidatura, per Baruffi, è proprio quella del sottosegretariato in viale Aldo Moro, ma a Bologna non si è mai visto un mandato in cui presidente, due assessori e sottosegretario sono tutti modenesi). Le quotazioni dell’ex sindaco di Soliera, insomma, sono decisamente in ascesa, e dunque i ricandidati dovrebbero essere quattro: oltre a Baruffi ci sono Vaccari, Richetti e Pini. La cosa migliore, a questo punto, sarebbe la candidatura di Richetti fuori Modena, visto il ruolo nazionale del responsabile comunicazione del partito, ma la linea indicata da Matteo Renzi in questi giorni è quella delle candidature sul territorio, e quindi il deputato di Fiorano dovrebbe essere candidato nel collegio “naturale”, l’uninominale Modena sud, mentre su quello della Bassa-Alto ferrarese (per il quale il Pd ha avuto la bella notizia della non candidatura del leghista Alan Fabbri, che senza dubbio sarebbe stato l’avversario più temibile per i dem) si potrebbe decidere di spendere un altro nome forte, quello di Stefano Vaccari, che passerebbe così da Palazzo Madama a Montecitorio. E gli altri? Per la città, i due nomi forti, confermati anche dai circoli, restano quelli del segretario Andrea Bortolamasi e della presidente del Consiglio Francesca Maletti: in lista ci saranno anche loro. Alla chiusura del quadro, però, mancano alcuni elementi: un “paracadutato” da Roma in posizione eleggibile ci sarà di certo, e verosimilmente si saprà alla fine; oltre a quello di Baruffi, i circoli hanno fatto anche il nome di Edo Patriarca per la ricandidatura, ma è ovvio che cinque ricandidati (di cui quattro uomini) sono troppi; i renziani potrebbero non essere pienamente soddisfatti delle candidature di Maletti e Bortolamasi, come dimostra il fatto che dai circoli sta emergendo con una certa forza anche il nome dell’assessore carpigiano Simone Morelli, mentre tra le donne resta aperta la possibilità di vedere in lista la sassolese Giulia Pigoni. (l.g.)

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