PAURA A BAGGIOVARA
La caldaia va in tilt Una famiglia intossicata
Una famiglia all’ospedale per una caldaia difettosa. È la disavventura accaduta mercoledì sera a Baggiovara. Erano circa le 21 quando da via Giuseppe Gambigliani Zoccoli 63 è partita una telefonata d’...
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Una famiglia all’ospedale per una caldaia difettosa. È la disavventura accaduta mercoledì sera a Baggiovara. Erano circa le 21 quando da via Giuseppe Gambigliani Zoccoli 63 è partita una telefonata d’emergenza. Proveniva dal terzo e ultimo piano del condominio, inserito in un gruppo di quattro edifici. «Mia nuora si era sentita male e ha vomitato ripetutamente - ha raccontato un’abitante della zona, parente della famiglia coinvolta - senza comprendere subito cosa stava accadendo. Poi è successo lo stesso a mio figlio, Luca Cremonini. Così hanno chiamato il 118».
I soccorritori sono giunti in volata, attirando l’attenzione dei vicini. Luca, 51 anni, e la moglie Yanicet, 42, sono stati medicati subito dai sanitari, che temevano per un’intossicazione da monossido di carbonio. Proprio per questo motivo i coniugi sono stati trasportati d’urgenza all’ospedale di Fidenza. Nel centro specializzato parmense i medici li hanno sottoposti a un trattamento presso l’unità operativa di Anestesia, rianimazione e ossigenoterapia iperbarica. Terminata la fase più delicata, sono stati condotti all’ospedale di Baggiovara, da cui sono stati dimessi già da ieri. «Stanno bene per fortuna, poteva andare peggio», ha riconosciuto la madre di lui. Sul posto mercoledì sera erano intervenuti anche i vigili del fuoco. I pompieri hanno dovuto disattivare la caldaia prima che continuasse a diffondere nell’ambiente altre particelle di gas nocivo. Secondo manuali medici, infatti, l’intossicazione da monossido di carbonio è una delle cause più frequenti d’intossicazione fatale per inalazione. «Hanno dovuto lavorarci a lungo prima di poter staccare la caldaia - ha confermato la donna -. Ora Luca, sua moglie e mio nipote dovranno restare per un po' a casa senza il riscaldamento, ma almeno non correranno pericoli». Già, perché a un certo punto era tornato anche il figlio della coppia, Andrea. Era andato di sera ad allenarsi a Collegarola con la squadra di rugby. Una disciplina che coltiva da oltre sei anni (nel 2011 è stato argento regionale con i cadetti delle medie Lanfranco), uno sport che mercoledì gli ha evitato conseguenze più gravi. Dal racconto della nonna si evince che era passata già almeno un’ora da quando il figlio e la nuora si erano sentiti male al momento in cui il giovane è rientrato. «Andrea ha poi passato la notte a Baggiovara», ha confermato la nonna. Dall’ospedale di Baggiovara Andrea è stato dimesso poche ore dopo. (g.f.)
I soccorritori sono giunti in volata, attirando l’attenzione dei vicini. Luca, 51 anni, e la moglie Yanicet, 42, sono stati medicati subito dai sanitari, che temevano per un’intossicazione da monossido di carbonio. Proprio per questo motivo i coniugi sono stati trasportati d’urgenza all’ospedale di Fidenza. Nel centro specializzato parmense i medici li hanno sottoposti a un trattamento presso l’unità operativa di Anestesia, rianimazione e ossigenoterapia iperbarica. Terminata la fase più delicata, sono stati condotti all’ospedale di Baggiovara, da cui sono stati dimessi già da ieri. «Stanno bene per fortuna, poteva andare peggio», ha riconosciuto la madre di lui. Sul posto mercoledì sera erano intervenuti anche i vigili del fuoco. I pompieri hanno dovuto disattivare la caldaia prima che continuasse a diffondere nell’ambiente altre particelle di gas nocivo. Secondo manuali medici, infatti, l’intossicazione da monossido di carbonio è una delle cause più frequenti d’intossicazione fatale per inalazione. «Hanno dovuto lavorarci a lungo prima di poter staccare la caldaia - ha confermato la donna -. Ora Luca, sua moglie e mio nipote dovranno restare per un po' a casa senza il riscaldamento, ma almeno non correranno pericoli». Già, perché a un certo punto era tornato anche il figlio della coppia, Andrea. Era andato di sera ad allenarsi a Collegarola con la squadra di rugby. Una disciplina che coltiva da oltre sei anni (nel 2011 è stato argento regionale con i cadetti delle medie Lanfranco), uno sport che mercoledì gli ha evitato conseguenze più gravi. Dal racconto della nonna si evince che era passata già almeno un’ora da quando il figlio e la nuora si erano sentiti male al momento in cui il giovane è rientrato. «Andrea ha poi passato la notte a Baggiovara», ha confermato la nonna. Dall’ospedale di Baggiovara Andrea è stato dimesso poche ore dopo. (g.f.)
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