Marasti: «Il territorio non sia preda dei ladri»
Maranello. L’imprenditore alla guida di un Comitato di cittadini esasperati ha scritto a sindaco e forze dell’ordine dopo i colpi a San Venanzio e Torre Maina
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MARANELLO. «Chiediamo più controllo del territorio». L’imprenditore Giuseppe Marasti interroga il sindaco e le forze dell’ordine sulla sicurezza. Un tema che, anche negli ultimi giorni, non risparmia le cronache locali. Nella lettera rivolta alle istituzioni Marasti - a lungo braccio destro dell’industriale della ceramica Romano Minozzi e molto conosciuto nel distretto e nel modenese - esordisce citando un furto di armi in via Rivazza, a San Venanzio, avvenuto sabato scorso. Tornati a casa, i proprietari avevano trovato i soldi e i gioielli, ma non le rivoltelle custodite in cassaforte (e regolarmente detenute). Le indagini sono affidate ai carabinieri, a cui si è rivolto ieri un cittadino di Torre Maina. «Mercoledì mattina mi hanno rubato il borsello con dentro tutti i documenti che era dentro al furgone davanti alla stalla della mia azienda agricola in via Brandelli 451 - ha detto l’uomo - chiedo se qualcuno se qualcuno passeggiando per strada e vie limitrofe lo trovasse nel fossato con i documenti contattatemi o portatelo ai carabinieri di Maranello dove ho fatto denuncia». A San Venanzio abita Marasti, che domanda alle istituzioni cosa intendono fare: «Qualcuno dei responsabili della sicurezza dovrebbe parlare con la gente per sentire cosa pensa», l’invito dell’imprenditore nella sua lettera-aperta. Marasti parla per esperienza: «Ho subito due pesanti furti: uno nel 2011 e l'altro nel 2014. Dopo non è successo niente, interrogati nessuno, la vigilanza che all'epoca avevo non ha fatto nulla e nulla è stato ottenuto contro di lei. Allucinante». L’imprenditore ha specificato anche di aver preso le contromisure già prima del colpo subito nel 2011. «Mi ero affidato a un istituto di vigilanza e c’erano i collegamenti con le forze dell’ordine - ha specificato Marasti - ma i ladri sono entrati lo stesso. Secondo me, in Italia non manca la volontà, la capacità politica e burocratica per risolvere il problema». L’imprenditore ha ricordato un precedente sul territorio. «Quando anni addietro formai, con altri, un Comitato a Maranello per la sicurezza e contro i furti nelle abitazioni - ha aggiunto Marasti - fui inizialmente accusato dal sindaco di allora di volere un Far West. Furono raccolte circa 700 firme nel giro di due giorni e fu chiesta più sicurezza agli organi competenti. Il successo fu immediato, più controllo del territorio, più tranquillità per i cittadini. Per un lungo periodo, zero furti». Da allora, tuttavia, «il clima è peggiorato». L’imprenditore cita la Carta costituzionale e chiede la sua applicazione. «Le leggi a tutela del cittadino ci sono, perché non si applicano? - domanda Marasti - Anzi c'è molto di più. In particolare due punti della Costituzione: l'articolo 13 recita: “La libertà personale è inviolabile” e l'articolo 14: “Il domicilio è inviolabile”. E allora? Cosa non funziona?».
Gabriele Farina
Gabriele Farina
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