«Qui il procuratore sono ancora io»
Lucia Musti commenta l’annullamento della sua nomina «Confido che il Csm mi confermerà motivando la scelta»
2 MINUTI DI LETTURA
«Non si tratta di una nomina illegittima, ma legittima: semplicemente è opportuno integrarne la motivazione. La giustizia va rispettata e quindi io attendo questa integrazione. E attendo la rinomina della mia persona, questo dovrebbe succedere. Altrimenti, si vedrà e ne riparleremo». Così ha detto ieri Lucia Musti, procuratore di Modena, dopo la sentenza del Consiglio di Stato che ha accolto il ricorso del pm Paolo Giovagnoli, ex procuratore capo a Rimini, annullando anche la nomina del capo per Modena. La dottoressa Musti, dunque, non parla di illegittimità nel suo incarico, pur annullato dal Consiglio di Stato. Al contrario, segnala a tutti di essere al lavoro come sempre nel suo ufficio di capo.
«Sono costretta a ricevere la stampa su questo tema, perché vedo che la questione della sentenza del Consiglio di Stato, sentenza amministrativa, ha avuto una risonanza mediatica forse elevata», spiega la Musti, che aggiunge comunque di aver dovuto tranquillizzare anche i colleghi e il personale della Procura sulla sua presenza. «Il loro procuratore c'è sempre: sono io il procuratore di Modena».
«Questa sentenza non ha dichiarato l'illegittimità della mia nomina, ma semplicemente ha ritenuto che la motivazione dovesse essere integrata in un punto importante, indicato nella sentenza. La stessa sentenza è stata trasmessa al Consiglio Superiore della Magistratura il quale normalmente, in questi casi, proprio perché io sono stata proposta all'unanimità e nominata all'unanimità dallo stesso Csm, integra il provvedimento di nomina e ripropone il magistrato già prescelto». Quasi una formalità, insomma, secondo la sua ricostruzione. «Questa è la prassi», sottolinea la Musti ricordando «molti altri casi analoghi a quello che ha riguardato la Procura di Modena, non me come procuratore». Come esempio, cita il caso della nomina di una collega “annullata” quattro volte per essere rinominata altrettante. Al momento, non resta che chiarire cosa accadrà dopo la sentenza e attendere una soluzione del Csm, in arrivo presto, forse già verso Pasqua: «Per adesso - aggiunge la Musti - ci tengo a tranquillizzare, o a far preoccupare a seconda dei punti di vista, i cittadini, visto che con il personale e i colleghi ho già parlato. Sono il procuratore di Modena. E se non fossi qui a fare il mio dovere commetterei o un reato, di omissione di atti d'ufficio, o un illecito disciplinare». Quindi, «devo continuare a firmare e a scrivere come procuratore di Modena». (c.g.)
«Sono costretta a ricevere la stampa su questo tema, perché vedo che la questione della sentenza del Consiglio di Stato, sentenza amministrativa, ha avuto una risonanza mediatica forse elevata», spiega la Musti, che aggiunge comunque di aver dovuto tranquillizzare anche i colleghi e il personale della Procura sulla sua presenza. «Il loro procuratore c'è sempre: sono io il procuratore di Modena».
«Questa sentenza non ha dichiarato l'illegittimità della mia nomina, ma semplicemente ha ritenuto che la motivazione dovesse essere integrata in un punto importante, indicato nella sentenza. La stessa sentenza è stata trasmessa al Consiglio Superiore della Magistratura il quale normalmente, in questi casi, proprio perché io sono stata proposta all'unanimità e nominata all'unanimità dallo stesso Csm, integra il provvedimento di nomina e ripropone il magistrato già prescelto». Quasi una formalità, insomma, secondo la sua ricostruzione. «Questa è la prassi», sottolinea la Musti ricordando «molti altri casi analoghi a quello che ha riguardato la Procura di Modena, non me come procuratore». Come esempio, cita il caso della nomina di una collega “annullata” quattro volte per essere rinominata altrettante. Al momento, non resta che chiarire cosa accadrà dopo la sentenza e attendere una soluzione del Csm, in arrivo presto, forse già verso Pasqua: «Per adesso - aggiunge la Musti - ci tengo a tranquillizzare, o a far preoccupare a seconda dei punti di vista, i cittadini, visto che con il personale e i colleghi ho già parlato. Sono il procuratore di Modena. E se non fossi qui a fare il mio dovere commetterei o un reato, di omissione di atti d'ufficio, o un illecito disciplinare». Quindi, «devo continuare a firmare e a scrivere come procuratore di Modena». (c.g.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
