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POLINAGO. UN PROBLEMA RILEVATO DA SIMONA MAGNANI, INTERROGAZIONE DI STEFANO BARGI 

Si ripetono i casi di cani assaliti da altri animali predatori

Si ripetono i casi di cani assaliti da altri animali predatori

POLINAGO. È ora di affrontare il problema delle predazioni di cani da parte di animali di cui tuttora non si conosce l'identità: chi dice lupo, chi dice cani inselvatichiti, chi dice ibridi. Perché...

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POLINAGO. È ora di affrontare il problema delle predazioni di cani da parte di animali di cui tuttora non si conosce l'identità: chi dice lupo, chi dice cani inselvatichiti, chi dice ibridi. Perché più passa il tempo, senza una strategia, più l'allarme aumenta.

A sollevare la questione è la capogruppo di opposizione a Polinago Simona Magnani, raccogliendo le testimonianze di sempre più persone che hanno perso, anche in questi giorni, i loro affezionati amici a quattrozampe. A Polinago in primis, ma anche a Prignano e Serra. «Mi hanno raccontato le storie di Pippo, Fuffy, Baddy, Pepe, Tommy, Bingo, Jack, tutti cani divorati nelle pertinenze di case e aziende agricole, di cui sono rimasti solo pochi resti – sottolinea la Magnani – e in alcuni casi, come per Rocky, nemmeno quelli. È un'escalation ormai che desta sempre più preoccupazione e sta facendo cambiare anche le abitudini: il giretto per far sgambare il cane nel campo dietro casa non si affronta più con la spensieratezza di un tempo». Il problema a livello di enti è percepito poco finora anche perché in pochi denunciano. E così non si indaga: «Si parla genericamente di predazioni di canidi senza però mai una precisa etichetta supportata da attestazioni analitiche - nota la Magnani - quando identificare la tipologia del predatore è fondamentale per individuare gli enti competenti in materia ma soprattutto mettere in campo le migliori strategie per arginare il problema. Cosa si sta facendo? Da chi dobbiamo difenderci e chi deve intervenire? Sugli attacchi al bestiame esistono specifiche procedure anche di prevenzione, ma per gli animali da affezione?. Queste le domande che mi arrivano dalla gente, e che mi sono impegnata a portare in Regione».

Il tramite è il consigliere leghista Stefano Bargi, che ieri ha depositato un'interrogazione rilanciando tutte le questioni, a partire dal fatto che l'ultimo monitoraggio sulla presenza del lupo è del 2010 «quando analizzando 6.158 campioni biologici, dei quali circa il 50% valido ai fini delle discriminazioni genotipiche, si sono riconosciuti 535 esemplari di canidi di cui 144 riferibili a cani domestici (canis familiaris), 21 ibridi catalogati come “non recenti” (4%) e restanti 370 (70% del campione efficace) lupi».

Rimarcando anche l'aspetto emotivo legato alle perdite, che le distingue dalle predazioni tradizionali ricondotte a danno solo economico, Bargi chiede quindi di «stabilire la vera natura degli attacchi predatori: quanto sia attribuibile a lupo, canis familiaris o ibridi». (d.m.)

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