Gazzetta di Modena

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«Strane coincidenze fra sindacalisti Cisl»

«Strane coincidenze fra sindacalisti Cisl»

«Quelli che hanno firmato l’accordo per assumere chi non ha scioperato sono soci di false cooperative del settore carni»

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Il sindacato Flai Cgil, con il suo segretario regionale Umberto Franciosi, al contrattacco sul settore lavorazione carni e le vicende della società Castelfrigo. Nel mirino soprattutto la Cisl e il suo sindacato Fai Cisl, che nelle scorse settimane aveva esultato per l’assunzione a tempo determinato di 52 lavoratori impegnati presso Castelfrigo. «Assunzione solo per i lavoratori che non avevano scioperato», aveva sostenuto Flai Cgil, che ora rincara la dose, sottolineando «strane coincidenze» che riguardano i rappresentanti sindacali di Fai Cisl, sindacalisti che hanno sottoscritto l’accordo separato con Castelfrigo e Sapiens, in cui sono esclusi i lavoratori che hanno scioperato.

«Avdiu Gentian è rappresentante sindacale della Fai Cisl per la falsa cooperativa Ilia D.A. - dice Umberto Franciosi - ma anche uno dei soci fondatori della stessa falsa cooperativa. Xhani Demir è rappresentante della Fai Cisl per la falsa cooperativa Work Service. Xhani Demir era socio accomandatario della Live Sas, società ora inattiva che si occupava di facchinaggio, ma è anche socio accomandatario con Hyra Rustem nella società "Hyra Rustem MD Accounting", società attiva, già amministrata da Domenico Melone (che ha gestito almeno 5 cooperative all'interno della Castelfrigo da 12 anni), che si occupa di consulenza imprenditoriale, amministrativa, gestionale e di pianificazione aziendale. Lo stesso Hyra Rustem era amministratore unico presso le false cooperative Elios MG, Work Service e Lili. Hyra Rustem insieme a Avdiu Denis, ex amministratore unico della cooperativa Ilia D.A, hanno conosciuto il carcere di Sant'Anna di Modena. Le false cooperative Elios MG, Ilia D.A. e Work Service appartengono al Consorzio Job Service capeggiato dai fratelli Melone».

«Avdiu Gentian e Xhani Demir - aggiunge il segretario Flai Cgil - sono i due rappresentanti sindacali che, insieme ai dirigenti della Fai Cisl modenese, hanno sottoscritto l'accordo separato del 21 novembre 2017 ma anche sottoscritto l'accordo del 27 dicembre 2017. Accordo che ha applicato quanto la Fai Cisl, la Castelfrigo e le RSU della stessa Castefrigo avevano già concordato il 22 novembre 2017, cioè l'assunzione discriminatoria di chi ha non ha scioperato. Un accordo che salva 52 ex soci lavoratori che, nei mesi di sciopero ad oltranza, continuavano a lavorare: questi sono stati assunti, per sei mesi, in un'agenzia interinale. L'ingresso dell'impresa interinale, che i dirigenti della Fai Cisl salutano come il nuovo modello per il comparto carni, contraddice quanto l'azienda e il sistema delle imprese sostengono da anni per non accettare le nostre richieste di assunzione diretta dei lavoratori degli appalti. Le imprese di macellazione hanno sempre sostenuto che il costo del lavoro, con i dipendenti diretti, è troppo alto; bene, con un impresa interinale, i costi sono sicuramente più alti. Gli effetti di quell'accordo però, oltre ad aver discriminato chi faceva sciopero, cioè chi ha portato alla luce il livello di sfruttamento e di illegalità che si nascondono dietro questi appalti presenti nel distretto alimentare, ha intanto permesso di non applicare l'accordo sottoscritto in Prefettura il 16 febbraio 2016. Accordo che prevedeva, nei casi di cambi di appalto, la riassunzione dei lavoratori con maggiore anzianità di servizio e maggiori carichi familiari».

«Bene ha fatto la Flai e la Cgil di Modena - continua Umberto Franciosi - a ricorrere in tutte le sedi giudiziarie per impugnare gli accordi sottoscritti dalla Fai Cisl di Modena e dagli RSA Avdiu Gentian e Xhani Demir. All'interno della Castelfrigo si sta consumando tutto questo, anche queste strane "coincidenze" che gettano ulteriori ombre su di un accordo già contestabile nel merito. Dispiace notare una certa sottovalutazione o disattenzione da parte di chi dovrebbe avere il dovere istituzionale di salvaguardare questi valori ovunque. Anche per questo motivo continueremo a mantenere il presidio permanente davanti a quell'azienda».



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