Vasco è modenese dalla “A” alla “Z”
Dalla piazza per cinquemila ai selfie dei consiglieri comunali L’alfabeto di una giornata che resterà nella storia della città
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Una giornata speciale quella del “nuovo” modenese Vasco Rossi che, raccontata dietro le quinte, ha avuto anche aspetti curiosi.
A come “anch’io avrei voluto una maestra come te”: nel giro di saluti agli amministratori, dopo la cerimonia, Vasco è rimasto decisamente colpito dalla consigliera Elisabetta Scardozzi, e tenendo fede alla sua schiettezza non ha potuto fare a meno di… complimentarsi. Bella e grillina.
B come berretto: Vasco è arrivato con un copricapo grigio modello “puffo” e con gli occhiali da sole, che non si è mai tolto durante la cerimonia. Fashion.
C come cinquemila: in teoria era il parterre previsto dall’amministrazione comunale nella piazza con maxischermo al centro del comparto, dal momento che all’interno dell’ex Aem potevano stare solo le autorità e gli invitati. In realtà, però, a seguire l’evento da fuori non c’erano più di trecento persone: meno degli agenti e addetti alla sicurezza schiarati in strada. Blindato.
D come Di Matteo: non l’ultimo cittadino onorario prima di Vasco, il magistrato Antonino, ma il segretario comunale Maria. Letteralmente scatenata davanti a Vasco, ha fatto da apripista per tutti gli assessori e consiglieri comunali che volevano il selfie con il rocker di Zocca. Carica.
E come “e adesso cosa succede in città?”. Dopo Vasco nel 2017, quale sarà la parola più nominata in piazza Grande nel 2018?
F come finalmente: perché ieri pomeriggio il sindaco Muzzarelli ha potuto vantarsi senza freni del successo mondiale del Modena Park, cosa che ormai non è più tollerata in altri contesti.
G come grazie: Vasco ha ringraziato tutti quelli che hanno partecipato al successo del Modena Park, dal sindaco Muzzarelli ai tecnici al pubblico che ha trasformato l’evento nel più grande concerto di sempre. Ma soprattutto, in chiusura, ha ringraziato «il cielo e la chitarra».
H come “hey”: dopo la cerimonia, il rocker di Zocca non ha deluso i suoi fan, andando a salutare i trecento sostenitori che lo aspettavano al freddo. E il suo “hey” è proverbiale.
I come intenso. Se l’evento di mercoledì è stato fin troppo istituzionale, a riscaldare l’atmosfera ci ha pensato proprio Vasco, che ha fatto un discorso molto “sentito” e brillante, con aneddoti sul suo periodo modenese.
L come Luigia: come annunciato nei giorni scorsi, la consigliera Santoro, da sempre vicina al senatore Giovanardi, è stata l’unica a votare contro la proposta di cittadinanza a Vasco. I due si sono incontrati al momento dei saluti, e la consigliera ha invitato il Blasco a comprare il Modena calcio: pace fatta o voglia di rovinare il “nemico”? Senza pietà.
M come Maledette malelingue, che non è di Vasco ma di un altro grande, Ivan Graziani. Il Blasco, però, ha… messo in pratica le parole del cantautore abruzzese, maledicendo le “malelingue” che hanno tentato di affossare il Modena Park nei momenti più difficili prima dell’evento.
N come “nessuno ha idea di cosa si farà là dentro”: l’idea del Parco della creatività nella sede ristrutturata dell’ex Aem è affascinante, ma in effetti non c’è un modenese - escluso il sindaco Muzzarelli - che abbia capito cosa si farà concretamente all’interno del nuovo contenitore.
O come odissea finita: il primo pezzo del rilancio dell’ex Amcm. Ora dovranno arrivare gli altri, speriamo in fretta.
P come pietre: perché più che sassolini sono stati proprio dei macigni quelli che il Blasco si è tolto dalle scarpe, prendendo di mira gli “addetti ai livori” e “profeti di sventura”.
Q come qui. Perché la grandezza di Vasco, come ha ricordato Andrea “Alfredo” Giacobazzi, sta nel fatto di aver voluto festeggiare nella sua città il quarantesimo anno di carriera.
R come come replica: tra i protagonisti della cerimonia di mercoledì c’è stato il sosia di Vasco, che arrivando un’ora prima del Blasco e dirigendosi verso il pubblico ha “ingannato” più di una persona. (Quasi) uguale.
S come sinistra: fedele al suo ruolo, il consigliere Mdp Marco Cugusi non si è fatto catturare dalla rete di selfie e autografi alla quale i colleghi non hanno resistito, ma a Vasco Rossi ha chiesto di presentarsi alla Castelfrigo.
T come “tempesta perfetta”, lo slogan di Vasco per identificare Modena Park.
U come a “u” la disposizione dei tavoli del consiglio comunale, che con quello spazio vuoto al centro lasciavano pensare ad una riproduzione del Politburo.
V come “vado e torno quando voglio”. Lo ha detto Vasco, nella battuta più azzeccata della giornata, alla consegna delle chiavi della città.
Z come “zero polemiche”. Per il 1° luglio la chiusura di parco, strade e circondario fu epocale. Mercoledì nemmeno Sant’Antonio ha protestato.
Luca Gardinale
Davide Berti
A come “anch’io avrei voluto una maestra come te”: nel giro di saluti agli amministratori, dopo la cerimonia, Vasco è rimasto decisamente colpito dalla consigliera Elisabetta Scardozzi, e tenendo fede alla sua schiettezza non ha potuto fare a meno di… complimentarsi. Bella e grillina.
B come berretto: Vasco è arrivato con un copricapo grigio modello “puffo” e con gli occhiali da sole, che non si è mai tolto durante la cerimonia. Fashion.
C come cinquemila: in teoria era il parterre previsto dall’amministrazione comunale nella piazza con maxischermo al centro del comparto, dal momento che all’interno dell’ex Aem potevano stare solo le autorità e gli invitati. In realtà, però, a seguire l’evento da fuori non c’erano più di trecento persone: meno degli agenti e addetti alla sicurezza schiarati in strada. Blindato.
D come Di Matteo: non l’ultimo cittadino onorario prima di Vasco, il magistrato Antonino, ma il segretario comunale Maria. Letteralmente scatenata davanti a Vasco, ha fatto da apripista per tutti gli assessori e consiglieri comunali che volevano il selfie con il rocker di Zocca. Carica.
E come “e adesso cosa succede in città?”. Dopo Vasco nel 2017, quale sarà la parola più nominata in piazza Grande nel 2018?
F come finalmente: perché ieri pomeriggio il sindaco Muzzarelli ha potuto vantarsi senza freni del successo mondiale del Modena Park, cosa che ormai non è più tollerata in altri contesti.
G come grazie: Vasco ha ringraziato tutti quelli che hanno partecipato al successo del Modena Park, dal sindaco Muzzarelli ai tecnici al pubblico che ha trasformato l’evento nel più grande concerto di sempre. Ma soprattutto, in chiusura, ha ringraziato «il cielo e la chitarra».
H come “hey”: dopo la cerimonia, il rocker di Zocca non ha deluso i suoi fan, andando a salutare i trecento sostenitori che lo aspettavano al freddo. E il suo “hey” è proverbiale.
I come intenso. Se l’evento di mercoledì è stato fin troppo istituzionale, a riscaldare l’atmosfera ci ha pensato proprio Vasco, che ha fatto un discorso molto “sentito” e brillante, con aneddoti sul suo periodo modenese.
L come Luigia: come annunciato nei giorni scorsi, la consigliera Santoro, da sempre vicina al senatore Giovanardi, è stata l’unica a votare contro la proposta di cittadinanza a Vasco. I due si sono incontrati al momento dei saluti, e la consigliera ha invitato il Blasco a comprare il Modena calcio: pace fatta o voglia di rovinare il “nemico”? Senza pietà.
M come Maledette malelingue, che non è di Vasco ma di un altro grande, Ivan Graziani. Il Blasco, però, ha… messo in pratica le parole del cantautore abruzzese, maledicendo le “malelingue” che hanno tentato di affossare il Modena Park nei momenti più difficili prima dell’evento.
N come “nessuno ha idea di cosa si farà là dentro”: l’idea del Parco della creatività nella sede ristrutturata dell’ex Aem è affascinante, ma in effetti non c’è un modenese - escluso il sindaco Muzzarelli - che abbia capito cosa si farà concretamente all’interno del nuovo contenitore.
O come odissea finita: il primo pezzo del rilancio dell’ex Amcm. Ora dovranno arrivare gli altri, speriamo in fretta.
P come pietre: perché più che sassolini sono stati proprio dei macigni quelli che il Blasco si è tolto dalle scarpe, prendendo di mira gli “addetti ai livori” e “profeti di sventura”.
Q come qui. Perché la grandezza di Vasco, come ha ricordato Andrea “Alfredo” Giacobazzi, sta nel fatto di aver voluto festeggiare nella sua città il quarantesimo anno di carriera.
R come come replica: tra i protagonisti della cerimonia di mercoledì c’è stato il sosia di Vasco, che arrivando un’ora prima del Blasco e dirigendosi verso il pubblico ha “ingannato” più di una persona. (Quasi) uguale.
S come sinistra: fedele al suo ruolo, il consigliere Mdp Marco Cugusi non si è fatto catturare dalla rete di selfie e autografi alla quale i colleghi non hanno resistito, ma a Vasco Rossi ha chiesto di presentarsi alla Castelfrigo.
T come “tempesta perfetta”, lo slogan di Vasco per identificare Modena Park.
U come a “u” la disposizione dei tavoli del consiglio comunale, che con quello spazio vuoto al centro lasciavano pensare ad una riproduzione del Politburo.
V come “vado e torno quando voglio”. Lo ha detto Vasco, nella battuta più azzeccata della giornata, alla consegna delle chiavi della città.
Z come “zero polemiche”. Per il 1° luglio la chiusura di parco, strade e circondario fu epocale. Mercoledì nemmeno Sant’Antonio ha protestato.
Luca Gardinale
Davide Berti
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