Rubrica Fuori Classe / Asvm, quando il mondo del terzo settore prova a fare sintesi
L'Associazione Servizi per il Volontariato di Modena rappresenta attivamente oltre cento associazioni in un territorio dove la solidarietà è molto sentita
MODENA. Punto di riferimento del volontariato modenese è l’ASVM, definito dal presidente del consiglio direttivo Paolo Zarzana come “associazione di associazione, coordinamento e organizzazione, un secondo livello di volontariato”. L’ente, tramite il suo braccio operativo, il CSV (centro di servizio per il volontariato), si pone l’obiettivo di garantire sviluppo e sostenibilità a oltre 500 associazioni di volontariato presenti sul territorio modenese. Di queste 108 sono associate all’ASVM.
“Associarsi significa avere più voce in capitolo sulle decisioni che riguardano il mondo della solidarietà a Modena e provincia e garantirsi esperti per aiuto e consulenza” continua Zarzana. Lo scopo è quello di creare una rete efficiente e auto-sostenibile di associazioni per il servizio sociale per una maggiore interazione e collaborazione nei diversi progetti. Numerosi sono i servizi che l’ente eroga: sostegno e qualifica delle attività delle associazioni, per garantire un continuo sviluppo in crescendo; eventi di promozione, finalizzati al raggiungimento di una più ampia consapevolezza cittadina in merito al sociale; formazione, per fornire servizi efficaci a seconda delle diverse esigenze.
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Ad una formazione generale sono affiancate quelle trasversali e specifiche; progettazione, servizio volto a ideare iniziative che abbiano come scopo il bene sociale e l’utile pubblico; ricerca e documentazione, per verificare il reale impatto dei progetti sulla comunità; consulenza, per indirizzare i volontari che si rivolgono all’ASVM verso le associazioni più consone alle loro esigenze e per fornire loro servizi di consultazione anche legale alle associazioni. Per garantire questi servizi l’associazione necessita di finanziamenti, che in parte provengono da contributi bancari. Altri provengono dallo Stato, però questi sono diminuiti sensibilmente nel corso del tempo a causa della crisi economica.
Per questo motivo ci sono, anche, delle iniziative e degli eventi destinati alla raccolta dei fondi sulla base di donazioni volontarie. Grazie a questi negli ultimi tempi l’associazione è riuscita a sostenersi. La gestione dei fondi è destinata a cambiare in quanto il 3 luglio 2017 è entrata in vigore il Decreto legislativo, noto come “Codice del Terzo settore”.
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“Si prevedono dei cambiamenti, anche se soprattutto saranno cambiamenti strutturali”, dice Paolo Zarzana in merito a questa legge. Infatti questa riforma contribuirà a modificare la struttura amministrativa degli enti di volontariato. Tutte le associazioni di servizi per il volontariato e gli enti di previdenza sociale verranno raggruppate sotto il nome di Enti del Terzo settore. I Centri di servizio per il volontariato rimarranno provinciali, quindi molti di quelli dislocati nei diversi comuni delle provincie si uniranno.
studentesse della 5D classico liceo Muratori San Carlo
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