Gazzetta di Modena

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«Come ha fatto a non vederlo in strada?»

di Serena Arbizzi
«Come ha fatto a non vederlo in strada?»

Parla il fratello Massimo: «La corsa era la sua passione e aveva con sé lampada e catarifrangenti». Autista ubriaco recidivo

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«Era un uomo di grande cuore. Era impossibile non volergli bene». È scosso, più che comprensibilmente, per la perdita dell’amato fratello. Massimo Attilio Cantarelli, titolare dell’edicola Carta Canta di Soliera, era profondamente e intimamente legato al fratello Davide, 47 anni, titolare della Redmark, deceduto in via Tre Ponti dopo essere stato schiacciato, poco prima delle 20 di mercoledì scorso, da una Fiat Grande Punto guidata da O. G., 42 anni di San Prospero, il quale, dagli esami effettuati dopo lo schianto è risultato positivo all’alcoltest, riportando un tasso alcolemico pari a 1.9. Il 42enne, al quale viene contestato il reato di omicidio stradale, era già stato fermato nel 2008 per guida in stato di ebbrezza e la patente gli era stata sospesa nel 2003 per sorpasso pericoloso.

«Ci sono indagini in corso ed è opportuno fare tutte le valutazioni necessarie - prosegue Massimo - Abbiamo incaricato professionisti, avvocati nel dettaglio, che stanno facendo i dovuti approfondimenti per ricostruire l’accaduto. Una risposta su come agiremo in questo momento sarebbe azzardata, ma a seconda dei risultati degli approfondimenti verranno prese decisioni pesanti. Mio fratello era sempre pronto ad aiutare gli altri, anche quando non poteva farlo di persona, delegava. Tendeva ad occuparsi di tutto pur non volendo apparire. Giovedì sera la Polizia municipale mi ha consegnato materiale posto sotto sequestro: il suo vestiario. Da quanto indossava al momento dell’impatto è chiaro che era ben attrezzato e ben visibile. È facile dire: “Per fare jogging a quell’ora bisogna essere matti”. Ma sul referto c’è scritto che aveva tutto il necessario per risultare ben visibile: lampadine, giubbotto e scarpe catarifrangenti... E, per quanto riguarda la dinamica, se verrà confermata, un incidente analogo avrebbe potuto avvenire anche alle 3 del pomeriggio. Mio fratello stava correndo quando, dalla direzione opposta, è arrivata la Punto. Lui, per schivarla si è buttato nel fossato. Solo che, anche l’auto si è cappottata nello stesso punto e lo ha schiacciato... Se solo si fosse buttato dall’altra parte. Ma qui entriamo nel campo delle fatalità». Ieri mattina è stata effettuata l’autopsia alla Medicina Legale del Policlinico ed è stato rilasciato il nulla osta per il funerale, che si terrà lunedì mattina alle 10 con partenza dalle camere ardenti dell’ospedale di Carpi per la chiesa di Sant’Agata di Cibeno, quartiere dove viveva, in via della Costituzione. Davide lascia la compagna Alessia Berni, anch’essa impegnata presso la Redmark, la figlia Linda, 10 anni, il figlio della compagna, Carlo Alberto 23 anni.

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