Rubrica Fuori Classe / Famiglie in difficoltà e anziani non autosufficienti, due priorità del volontariato
Stanno dando ottimi risultati i progetti firmati dall'Associazione Servizi per il Volontariato: Portobello e Cà Nostra sono diventati un caso in tutta Italia
MODENA. “Per rispondere ai bisogni delle persone più vulnerabili della società, Modena si è dimostrata all’avanguardia nella realizzazione di alcuni progetti”. Queste sono le parole di Andrea Bellani, responsabile dell’area progettazione di ASVM, l’Associazione Servizi per il Volontariato Modena, che si è occupata di gestire due iniziative: Ca’ Nostra e Portobello.
Prosegue: “Negli ultimi anni questa associazione si è domandata in che modo, visti i suoi obiettivi in ambito sociale, avrebbe potuto attuare cambiamenti”. La direzione intrapresa sembra portare a un miglioramento. Grazie a questi progetti sostengono le famiglie della città e allo stesso tempo fanno scuola in tutta Italia. Portobello è rivolto alle famiglie in difficoltà economica, Ca’ Nostra ad anziani non autosufficienti.
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Portobello. A prima vista non è molto diverso da un supermarket o un normale punto vendita per i modenesi. In realtà si tratta di un emporio sociale solidale, nato con l’obiettivo specifico di venire incontro alle necessità delle famiglie che più hanno sofferto la crisi degli ultimi anni. Il progetto è partito nel 2009 ed è stato inaugurato nel 2013 in Via Divisione Acqui 81, Modena. Per accedere all’emporio occorre rivolgersi Servizi Sociali della Circoscrizione, che verificano i requisiti necessari, tra cui non avere un reddito ISEE superiore a diecimila euro. I destinatari di Portobello possono essere, quindi, famiglie o persone iscritte al Centro per l’impiego, perché disoccupate o in cassa integrazione, lavoratori autonomi che hanno cessato l’attività, nuclei familiari con solo redditi da pensione, famiglie con handicap certificati e famiglie mono genitoriali. Nonostante quello che la maggior parte delle persone potrebbe pensare non si tratta solamente di famiglie straniere, ma anche italiane.
L’accesso a Portobello ha un tempo limitato, soprattutto nel caso in cui le condizioni famigliari migliorino. Il prezzo dei prodotti acquistabili non è indicato in euro, ma in punti. I punti vengono attribuiti in base al nucleo famigliare, inoltre sono mensili e non accumulabili. Per cercare di sensibilizzare i clienti dell’emporio a un’alimentazione più sana, i prodotti che danneggiano maggiormente la salute valgono molti più punti di quelli sani e di prima necessità. I prodotti acquistabili di solito sono prodotti in scadenza forniti da moltissime aziende. Ma anche noi possiamo dare il nostro contributo. Attraverso l’iniziativa “Adotta uno scaffale” è possibile fare donazioni in denaro o sostenere in modo regolare la fornitura di uno scaffale. Grazie a queste donazioni “L’Emilia Romagna è la regione con il maggior numero di Empori Solidali” dichiara con orgoglio Andrea Bellani.
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Ca’ Nostra. In via Matilde di Canossa 17, Modena si sta sperimentando una forma di welfare innovativo. Si tratta di un modello innovativo di coabitazione per anziani non-autosufficienti e con disturbi cognitivi. Il progetto, attivo a Modena dal 2016, è gestito direttamente dalle famiglie con il supporto di volontari e di istituzioni, che si impegnano a garantire tutte le cure e a soddisfare tutti i bisogni degli anziani e delle loro famiglie. Il piano di assistenza coinvolge badanti, servizi di trasporto e anche Servizi sanitari e sociali. Il tutto è organizzato affinché l’anziano possa beneficiare della dimensione famigliare tipica della propria casa, oltre che di attività di animazione organizzate dai volontari. “Questi sono progetti molto innovativi e molto toccanti, una vera e propria opera artistica” conclude Andrea Bellani, “ma soprattutto perseguono l’obbiettivo principale di chi lavora nel sociale: aiutare le persone”.
* studentesse della 5D classico liceo Muratori San carlo
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