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Ballerini annunciati a loro insaputa 

«Il Michelangelo non ha colpe»

«Il Michelangelo non ha colpe»

Gavioli: «Nessuno ci ha avvertito del cambiamento di programma»

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Declina responsabilità da parte del teatro di cui è direttore artistico, scarica eventuali colpe alla compagnia che ha fornito il materiale pubblicitario del balletto andato in scena il 2 dicembre scorso, chiede scusa ai due artisti e, per concludere, invita le étoile del balletto Vittorio Galloro e Arianne Lafita Gonzalves – la coppia di 37 e 32 anni residente a Reggio Emilia – a salire quantoprima sul palcoscenico del teatro Michelangelo di Modena, per un passo a due.

Berto Gavioli, dopo la vicenda raccontata alla Gazzetta da Vittorio Galloro e Arianne Lafita, i cui nomi erano stati utilizzati dalla compagnia nazionale di Raffaele Paganini per annunciare “Lo Schiaccianoci” ma che la sera del 2 dicembre – quando è andato in scena il balletto – erano rispettivamente fuori dal teatro e seduta in platea, difende il teatro modenese, di cui è direttore artistico: «È un errore che fu fatto all’epoca, perché la compagnia (che stasera sarà di nuovo al Michelangelo per presentare “Il lago dei cigni”, ndr) non ci ha comunicato che avevano cambiato i ballerini».

Ma perché, la sera del balletto, dopo aver capito che i due ballerini annunciati non sarebbero stati sul palcoscenico, non è stato detto niente al pubblico, che ha così creduto che i primi ballerini fossero proprio Galloro e Lafita?

«Guardi, fosse stato uno spettacolo di prosa, di cui conosco buona parte dei protagonisti, me ne sarei accorto io stesso. Ma, sinceramente, non posso conoscere tutti i ballerini, soprattutto dal punto di vista fisico e fisionomico. Non avrei avuto alcun problema ad avvisare il pubblico se il regista Luigi Martelletta o qualcuno della compagnia Almatanz mi avesse avvisato».

Berto Gavioli tende la mano ai due artisti e li invita al Michelangelo di via Giardini.

«Capisco le esigenze degli artisti e sono disposto a parlare con loro, a scusarmi in prima persona anche se non ci sentiamo responsabili. Sono due étoiles e, se vogliono fare un passo a due sul nostro palcoscenico, li ospitiamo volentieri, per sdebitarci di quanto successo». (g.g.)

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