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«Montalbano? È stato un signore»

«Montalbano? È stato un signore»

Il comandante della municipale di San Prospero racconta il controllo a Zingaretti

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SAN PROSPERO. «Lo sguardo è inconfondibile, ho capito subito che non era un volto per nulla nuovo, ma stavo lavorando e sulle prime in effetti non l’ho riconosciuto in un contesto così diverso da una fiction tv. Gli ho chiesto i documenti e li ho passati senza neppure aprirli a uno dei colleghi perché ne controllasse la regolarità, mentre gli ho spiegato che avremmo proceduto ad un pre test per il controllo dell’alcol. Ovvio che subito dopo abbiamo tutti realizzato di chi si trattasse, ma non ci sembrava corretto non completare l’accertamento. E così è stato». Euro Bellei, il comandante del presidio di polizia municipale di San Prospero, da sempre stimato e rispettato per buon senso ed esperienza, rintuzza così la curiosità di quanti gli chiedevano del controllo al “poliziotto” più famoso d’Italia, ovvero l’attore Zingaretti, che interpreta il commissario Salvo Montalbano.

In molti hanno scherzato con Bellei, chiedendo se in caso di problemi lo avrebbe davvero portato in “Commissariato”. «Posso dire che si è comportato da signore. Non ha in nessun modo palesato la sua notorietà, neanche quando, un po’ puntigliosamente, gli ho spiegato di come soffiare bene per il pre test. Mi ha guardato come dire che comprendeva benissimo. Alla fine ci ha ringraziato e salutato».

Bellei precisa che la pattuglia che ha fermato Montalbano era sulla statale 12, alle cantine Cavicchioli. Zingaretti rientrava in auto da uno spettacolo (letture di Tomasi di Lampedusa) a Mirandola. «Un controllo ordinario - dice Bellei - Certo, è stata una situazione inusuale. Una collega che stima Zingaretti mi ha chiesto di potersi avvicinare e di salutarlo con me. Non gliel’ho certo impedito, ma siamo rimasti nei ruoli: niente autografi, per intendersi. E di Zingaretti conserveremo un gradevole ricordo di chi rispetta nonostante la notorietà il lavoro degli altri».

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