Rubrica Fuori Classe / Porta Aperta scende in strada per contenere l'emergenza freddo
Luca Barbari, presidente dell'associazione modenese, racconta l'impegno dei volontari
MODENA. Porta Aperta è un’associazione di volontariato che opera Modena e provincia grazie alla quale non vi sono oggi (quasi) più, ad eccezion fatta di rarissimi casi, persone che trascorrono la notte per strada. L’avvocato Luca Barbari, presidente di Porta Aperta, spiega dettagliatamente in che cosa consiste la loro attività e quali sono gli aiuti che i loro volontari prestano ai bisognosi. Oltre alla più conosciuta unità di strada vi è alle spalle una strutturata organizzazione che copre tante altre necessità ed aspetti, perché a queste persone senza fissa dimora non manchi nulla: dal vitto e alloggio, alla assistenza medica e legale. Collaborando col Comune e altre associazioni si è riusciti ad avere una capillare capacità recettiva.
"Porta Aperta - spiega lo stesso Barbari - oltre a provvedere che non venga mai a mancare un tetto sotto al quale dormire ed un piatto caldo, si occupa anche di instaurare il primo contatto relazionale con queste persone che alle spalle hanno spesso storie di dipendenza o soffrono di gravi malattie psichiatriche che le hanno portate a vivere in queste condizioni. Questo progetto di reintegrazione è utile anche a poter fare un quadro complessivo più obbiettivo della situazione personale degli assistiti (il cui numero oscilla fra i 100/200 casi l’anno), questi possono essere così ancor meglio soccorsi e seguiti nel tempo".
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Prendendo esempio dal progetto “Housing First” già in atto in Spagna, Portogallo e Stati Uniti e già intrapreso pure dal comune di Bologna l’anno scorso, si è compreso come sia, invece, molto più efficace per il bene dell’assistito e per la convenienza economica delle casse dello stato, intervenire con un’attività di prevenzione che prevede l’assegnazione di un alloggio ancor prima di offrire l’assistenza di emergenza sulla strada. "Nonostante il grande freddo di questo inverno vi sono state comunque persone che hanno rifiutato di essere aiutate", continua Barbari che pone ad esempio il caso di una persona che proprio sotto Natale è stata allontanata per una serie di vicissitudini dal centro in cui era accolta e che di conseguenza, per protesta, non ha accettato così l’aiuto che le era stato proposto. Intestardendosi nel voler dormire nei pressi del cimitero comunale, solo, al freddo dell’inverno, mettendo a rischio la propria incolumità, si è convinto solo dopo giorni.
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"Si è riusciti fortunatamente, anche in questo caso estremo, ad aiutare una persona e a reintegrarla in un altro contesto, più adatto alla sua situazione", racconta Barbari. "Nel nostro piccolo - ricorda il presidente di Porta Aperta ricorda - il contributo che noi possiamo dare può tradursi in molteplici modi a partire dal mai sprecato volontariato e dalle sempre utili donazioni. Perché l’associazione funzioni ancor meglio di quanto già non operi al momento è pur sempre bene che non venga a mancare la solidarietà dei cittadini che hanno la responsabilità e l’obbligo morale di aiutare chi è in difficoltà".
*studenti della 5D liceo classico Muratori San Carlo
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