Gazzetta di Modena

Modena

Rubrica Fuori Classe / Nasce il Residence sociale. Obiettivo: una casa per tutti

Elisa Boccolari*, Costanza Gemmato* e Stefania Neagu Chivu*
Il momento dell'inaugurazione in via Marinelli
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Il momento dell'inaugurazione in via Marinelli

Un passo avanti in città con l'inaugurazione di otto appartamenti restaurati in uno stabile di via Marinelli

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MODENA. Una grande svolta nell’ambito sociale è avvenuta a Modena con l’inaugurazione del Residence sociale di via Marinelli 80, che da questo momento potrà ospitare chi ancora una casa non ce l’ha.

Si  tratta di un complesso edilizio costituito da otto appartamenti ubicati in una  palazzina ristrutturata che saranno assegnati a residenti modenesi. Gli alloggi  vogliono offrire accoglienza alle situazioni di emergenza abitativa, per fornire soluzioni più appropriate ed accessibili alla problematica del domicilio.     L’inaugurazione è avvenuta in presenza del sindaco Gian Carlo Muzzarelli, che ha celebrato l’evento col taglio del nastro, e dell’assessore al Welfare Giuliana Urbelli.

“Tutti hanno lavorato per creare la condizione di offrire a chi ne ha necessità una risposta certa e immediata. La struttura è a disposizione di chi ha bisogno per sentirsi un cittadino di prima classe”. Queste sono le parole del sindaco, che dichiara “ il lavoro è stato portato a termine nonostante le difficoltà incontrate.”    

Ma l’evento non riguarda solo interventi di sostegno per situazioni abitative critiche: gli appartamenti di edilizia popolare recuperati erano da tempo disabitati a causa delle metrature e delle condizioni generali. I lavori di ristrutturazione, affidati  ad Acer Modena e finanziati dai canoni Erp, sono stati ultimati dai lavori di tinteggiatura e rifinitura da parte della cooperativa Libellula, che si occupa di housing sociale e che impiega persone svantaggiate, con problemi psicologici e disoccupati, per aiutarli nel reinserimento nella società.

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Il Residence sociale risponde a un’emergenza offrendo abitazioni temporanee per sei mesi, ulteriormente prorogabili, in modo tale che i beneficiari degli appartamenti vedano in questi  solo un appoggio e non una situazione stabile e a lungo termine. Le persone ospitate verranno, infatti, accompagnate in un percorso di inclusione sociale e lavorativa, grazie alla collaborazione del Comune in modo da renderle capaci in tempi brevi di ritornare ad essere autosufficienti. Verranno educati nella gestione della casa, anche attraverso il pagamento di una cifra mensile per portarli a una maggiore responsabilizzazione.

Il Residence sociale è un intervento, frutto di una grande collaborazione con il Terzo Settore,che rappresenta solo un tassello all’interno di un vasto  panorama di progetti che il Comune di Modena ha disposto per rispondere alle necessità dei cittadini in difficoltà. L’assessore Urbelli ha confermato il suo impegno e interesse nella risoluzione del problema abitativo, tramite diversi progetti sul territorio il cui obiettivo è non lasciare in strada nessuno, dagli elementi più emarginati della comunità ai cittadini che in determinati momenti si possono trovare in difficoltà. “Queste situazioni sono sempre più frequenti  e stiamo cercando nuove soluzioni che sostituiscano il collocamento negli alberghi, sistema costoso e senza un impatto a lungo termine”. Parlando di altre iniziative, ha sottolineato l’importanza di stanze e appartamenti riservati alle donne, spesso sole e con bambini, ossia nuclei molto fragili che hanno bisogno non solo di un luogo dove stare ma anche di essere seguiti e sostenuti.

Il Comune di Modena ha dimostrato, a differenza di altre città, di saper dare una risposta concreta alle emergenze e ai bisogni della sua cittadinanza, dando un “tetto sopra la testa a tutti”, come afferma l’assessore.

* studentesse della 5D liceo Muratori San Carlo

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