Gazzetta di Modena

Modena

Rubrica Fuori Classe / Sant’Antonio, tra cani, gatti e gufi: una benedizione per tutti

Arianna Covezzoli* e Eleonora Tampieri*
Il momento della benedizione di un cane
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Il momento della benedizione di un cane

Una vera processione di padroni e fedeli compagni: “Anche gli animali sono creature di Dio e, come tutte le altre, possono essere benedetti”

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MODENA. Turbine di colori, suoni e bancarelle per la giornata di Sant’Antonio, che da anni, ormai, vede la nostra Modena vestita a festa. Tante sono le iniziative, le possibilità di svago, le esperienze culinarie che animano le strade del centro, ma poco distante, in una via secondaria dietro a Sant’Agostino, si rivive il cuore di questa festività. Fuori dalla chiesa di Santa Maria delle Grazie, a metà mattina, si respira un’atmosfera gioiosa e folkloristica, dove non c’è solo il vociare delle persone, ma di decine di animali che attendono di essere accolti davanti all’altare.

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Come ogni anno, infatti, viene celebrata la tradizionale Messa al termine della quale padroni e animali, in modo speciale, possono ricevere la benedizione di Sant’Antonio. Non solo cani e gatti, ma anche canarini, pappagalli e persino un giovanissimo gufo, alla sua “prima esperienza spirituale”, come ricordava il padrone che lo teneva orgogliosamente sul braccio guantato. C’è anche chi ha accompagnato i propri animali non al guinzaglio, ma “in foto”, non potendo portarli con sé, perché lontani o defunti. Il tutto in un concerto di ululati, schiamazzi e miagolii, che non sembrano, tuttavia, aver infastidito il parroco, il quale, sorridendo, ricorda: “L’anno scorso, però, son stati più bravi”. In particolare parla di un cane “pagano” che sembra essere il vero responsabile della confusione.

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Il sacerdote ha poi raccontato, come Sant’Antonio venga sempre ritratto accanto a un maialino, con l’aiuto del quale si dice che abbia affrontato un viaggio nell’inferno, e per questo motivo a lui sia affidata la protezione di tutti gli animali domestici. Ma ha anche sottolineato, non senza un velo d’ironia, che “importante è che vengano i padroni, perché, per prima cosa, la benedizione è rivolta a loro. È chiaro, infatti, che l’animale non è responsabile delle sue azioni, mentre il padrone sì”.

A fine celebrazione, il parroco ha salutato con affetto tutti i presenti, non mancando di soffermarsi sul più stravagante dei suoi fedeli, il gufo Arturo, la vera novità di quest’anno. Arrivato nel bel mezzo della Messa, ha avuto tutti gli occhi puntati su di sé, tanto che ha dovuto ruotare di 360° il nobile capo per poter guardare tutti i suoi ammiratori. Animale ritenuto poco socievole (e infatti restio a farsi riprendere dalle telecamere), è in realtà, come ha raccontato il suo padrone, molto affettuoso e di facile addestramento.

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Per questo spesso si presta a percorsi di terapia, soprattutto con bambini. Usciti dalla chiesa, il clima è quello di festa. Dopo saluti frettolosi e guinzagli strattonati, padroni e animali si sono immersi nuovamente nel flusso travolgente di persone in fiera, con una benedizione in più, per chi è credente, con un bel ricordo di questa mattinata, per tutti.

*studentesse della 5D classico del liceo Muratori San Carlo

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