Sull’auto della mamma con 7 chili di coca
Gli agenti fermano il veicolo scoprendo che è bloccata da Equitalia e scoprono un carico di droga da un milione e mezzo
3 MINUTI DI LETTURA
Quasi sette chili di cocaina quasi in purezza nascosta nell’auto della mamma. Un’auto sottoposta a fermo amministrativo su richiesta di Equitalia e che invece viaggiava nella notte in autostrada. Durante un controllo casuale su quell’auto che non poteva girare, la polizia stradale Modena Nord ha notato uno spessore anomalo: un gradino alto tra i sedili posteriori e il seggiolino del passeggero. In officina lo spessore è stato aperto e si è scoperta un’intercapedine con i sei pani di cocaina.
Gli agenti hanno immediatamente arrestato il corriere di droga. Si tratta di un 34enne albanese residente a Treviso. L’auto, intestata alla madre, era già sottoposta a fermo e ora è anche sotto sequestro giudiziario. L’uomo è stato portato in carcere alla Dozza di Bologna dal momento che l’arresto è stato effettuato al casello Valsamoggia e quindi l’inchiesta è di competenza della procura di Bologna.
Ma tutto l’intervento è avvenuto tra Modena Nord e Modena Sud. Erano le 4 di giovedì mattina sulla A1. Una pattuglia di Modena Nord stava percorrendo il tratto tra la Bruciata e San Donnino controllando le auto a caso. L’attenzione degli agenti di polizia è caduta su una Hyundai 40 station wagon che procedeva in prima corsia ai 100 chilometri all’ora. Una postazione anomala per quella velocità in un tratto completamente vuoto. Così il poliziotto ha letto la targa alla Sala Operativa.
Quell’auto, si è scoperto, era sotto fermo giudiziario perché la proprietaria, un’albanese residente a Treviso, non aveva pagato Equitalia per qualche multa. Insomma, quell’auto non doveva trovarsi lì ma parcheggiata in un garage nella città veneta.
Gli agenti hanno seguito l’auto oltre Modena Sud e, in territorio ormai bolognese, sono arrivati vicino all’uscita Valsamoggia quando hanno deciso di dare un’occhiata più approfondita e capire chi la guidava e cosa stava facendo.
Quando l’uomo ha accostato ed è sceso, è parso immediatamente nervoso. Parlava a fatica, dava segni di impazienza. Gli agenti hanno pensato che non potesse essere solo per un illecito da multa. Così hanno guardato nell’auto notando che all’interno c’era la pedana molto alta nella parte posteriore. Formava un gradino di alcuni centimetri più alta rispetto alla parte del sedile del viaggiatore.
L’auto è stata portata all’officina nella sede della Stradale Modena Nord e controllata con l’attrezzatura giusta. Togliendo i seggiolini è infatti emerso che si trattava di una piastra che copriva un’intercapedine. Una sonda infilata dentro ha rivelato che l’intuizione era giusta. Gli agenti hanno scoperto che si trattava di pani di droga. Ma la sorpresa è arrivata quando i pani si sono rivelati involucri per un carico compattato di cocaina. Sei pani per quasi sette chili di droga. Valore sul mercato: quasi un milione e mezzo di euro.
Il narcotest ha dato esito positivo: i reagenti sono diventati blu. Era cocaina di buona purezza. Su ogni confezione campeggiava un disegno di un pesce, il simbolo del fornitore.
Il corriere albanese è il figlio della proprietaria dell’auto e abita con lei a Treviso. È stato immediatamente arrestato.
Ora proseguiranno le indagini per scoprire la provenienza della droga, risalendo lungo il viaggio del corriere e scoprendo da dove proveniva.
Il carico non era chiaramente destinato a Modena, ma ancora una volta, come ha spiegato il comandante provinciale della polizia stradale Enrico Tassi, l’autostrada di Modena, tra A1 e A22, si rivela un’importante snodo non solo per il traffico nazionale ma anche per il passaggio di criminali.
Carlo Gregori
Gli agenti hanno immediatamente arrestato il corriere di droga. Si tratta di un 34enne albanese residente a Treviso. L’auto, intestata alla madre, era già sottoposta a fermo e ora è anche sotto sequestro giudiziario. L’uomo è stato portato in carcere alla Dozza di Bologna dal momento che l’arresto è stato effettuato al casello Valsamoggia e quindi l’inchiesta è di competenza della procura di Bologna.
Ma tutto l’intervento è avvenuto tra Modena Nord e Modena Sud. Erano le 4 di giovedì mattina sulla A1. Una pattuglia di Modena Nord stava percorrendo il tratto tra la Bruciata e San Donnino controllando le auto a caso. L’attenzione degli agenti di polizia è caduta su una Hyundai 40 station wagon che procedeva in prima corsia ai 100 chilometri all’ora. Una postazione anomala per quella velocità in un tratto completamente vuoto. Così il poliziotto ha letto la targa alla Sala Operativa.
Quell’auto, si è scoperto, era sotto fermo giudiziario perché la proprietaria, un’albanese residente a Treviso, non aveva pagato Equitalia per qualche multa. Insomma, quell’auto non doveva trovarsi lì ma parcheggiata in un garage nella città veneta.
Gli agenti hanno seguito l’auto oltre Modena Sud e, in territorio ormai bolognese, sono arrivati vicino all’uscita Valsamoggia quando hanno deciso di dare un’occhiata più approfondita e capire chi la guidava e cosa stava facendo.
Quando l’uomo ha accostato ed è sceso, è parso immediatamente nervoso. Parlava a fatica, dava segni di impazienza. Gli agenti hanno pensato che non potesse essere solo per un illecito da multa. Così hanno guardato nell’auto notando che all’interno c’era la pedana molto alta nella parte posteriore. Formava un gradino di alcuni centimetri più alta rispetto alla parte del sedile del viaggiatore.
L’auto è stata portata all’officina nella sede della Stradale Modena Nord e controllata con l’attrezzatura giusta. Togliendo i seggiolini è infatti emerso che si trattava di una piastra che copriva un’intercapedine. Una sonda infilata dentro ha rivelato che l’intuizione era giusta. Gli agenti hanno scoperto che si trattava di pani di droga. Ma la sorpresa è arrivata quando i pani si sono rivelati involucri per un carico compattato di cocaina. Sei pani per quasi sette chili di droga. Valore sul mercato: quasi un milione e mezzo di euro.
Il narcotest ha dato esito positivo: i reagenti sono diventati blu. Era cocaina di buona purezza. Su ogni confezione campeggiava un disegno di un pesce, il simbolo del fornitore.
Il corriere albanese è il figlio della proprietaria dell’auto e abita con lei a Treviso. È stato immediatamente arrestato.
Ora proseguiranno le indagini per scoprire la provenienza della droga, risalendo lungo il viaggio del corriere e scoprendo da dove proveniva.
Il carico non era chiaramente destinato a Modena, ma ancora una volta, come ha spiegato il comandante provinciale della polizia stradale Enrico Tassi, l’autostrada di Modena, tra A1 e A22, si rivela un’importante snodo non solo per il traffico nazionale ma anche per il passaggio di criminali.
Carlo Gregori
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
