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«Allenare la memoria per contrastare il razzismo di oggi»

«Allenare la memoria per contrastare il razzismo di oggi»

L’invito di Giuliano Albarani, presidente dell’Istituto Storico presentando il programma degli eventi per il 27 gennaio 

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«La memoria è come il mare: può restituire brandelli di rottami a distanza di anni». La voce di una studentessa introduce la Giornata della Memoria 2018.

La giovane frequenta la terza media alle Marconi, istituto che presenta mercoledì 24 “Quale memoria” al Forum Monzani. Lo spettacolo (dalle 20,30) unisce poesie e narrativa, video e canti. «La loro domanda “Noi cosa possiamo fare?” è la parte più bella del percorso, che dura tutto l’anno», ha sottolineato il vicepreside della scuola, Enrico Sitta. Tra le parole chiave l’accoglienza interculturale. «In un incontro con genitori mi è stato detto “Se pensa che il nostro sia un atteggiamento razzista noi siamo razzisti” - ha ricordato d’altra parte Gianpietro Cavazza, assessore alla Scuola - e tutto ciò è inaccettabile». L’eco di chi sostiene la «razza bianca» e del fotomontaggio di Anna Frank all’Olimpico risuona ancora. «Le razze non esistono - ha ricordato Giuliano Albarani, presidente dell’Istituto storico di Modena - ma il frutto avvelenato del razzismo è rappresentato dalle discriminazioni.

Il ritorno dell’antisemitismo oggi riguarda un atteggiamento generale, non solo delle forze politiche, ma dei pezzi disagiati della società. Si traduce con una parola: xenofobia». E oggi per Albarani il fenomeno «è ancora più pericoloso». «Noi abbiamo gli anticorpi», ha ribadito Gianni Ricci, genitore coinvolto nel progetto Ologramma. Il gruppo con interpreti di ogni abilità propone “Nei giardini che nessuno sa” al Monzani, martedì 23. Guidati da Roberta Frison e accompagnati dalla campionessa di pattinaggio artistico Cinzia Roana, ripercorrono dalle 21 la Memoria dalla prospettiva dei bambini. Un percorso da villa Emma alle tappe continentali.

Giovedì 25 appuntamento triplo. Alle 10 deposta una corona alla memoria in Rettorato. Alle 16 in Sala Ulivi si riflette su antisemitismo e Shoah in Russia con Francesco Maria Feltri e Francesca Negri. Alle 18 salme e preghiere in ricordo dei deportati con il rabbino Rav Beniamino Goldstein in sinagoga. Venerdì 26 serata speciale in Sala Truffaut dalle 21,15. Si parte con la prima visione di “Maestro”. Il film di Alexandre Valenti narra la ricerca del compositore Francesco Lotoro di note create nei campi di concentramento. A seguire l’anteprima nazionale di “Jacopo-Resti mortali e immortali”, ideale passaggio di testimone dal lager alla vita raccontato dalla documentarista austriaca Angela Huemer. Sabato 27, ricorrenza ufficiale della Giornata, il teatro Pavarotti ospita dalle 21 il Concerto della Memoria e del Dialogo. Domenica 28 proiettata alla Tenda (dalle 20,30) la trasposizione cinematografica “Ogni cosa è illuminata”. “Serata di parole e musica” con il vescovo don Erio Castellucci venerdì 2 febbraio alla residenza San Filippo Neri.

Domenica 4 riflessioni su Primo Levi al teatro delle Passioni dalle 18. (g.f.)

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