Modena Calcio: "Capitani coraggiosi?"
Enrico Grazioli
“Viva il Modena!” è il campionato virtuale che abbiamo lanciato da alcune settimane sulle nostre pagine, raccontando ogni lunedì le imprese sportive di una squadra che è stata uccisa ma vive nei...
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“Viva il Modena!” è il campionato virtuale che abbiamo lanciato da alcune settimane sulle nostre pagine, raccontando ogni lunedì le imprese sportive di una squadra che è stata uccisa ma vive nei cuori di tutti gli sportivi e non solo. Più un segno di speranza, nel ripercorrere come fossero di oggi vittorie e sconfitte gialloblu andate a comporre una storia importantissima, che un’operazione nostalgia. Perché il disastro dell’era Caliendo, avvenuto sotto gli occhi di troppa gente distratta, doveva e poteva essere evitato: attraverso l’intervento di qualcuno che comprenda come nel calcio si può ancora investire, passione e denari, e non solo avvicinarsi a questo mondo con secondi o terzi fini. E se le nostre sono solo parole (un tributo anche simbolico al valore per la comunità di una lunghissima avventura emozionale, il colmare un vuoto improvviso nella narrazione senza tempo), il vedere un gruppo di imprenditori sedersi al tavolo con sindaco e assessore per immaginare una disponibilità ad aiutare la risalita dal baratro è finalmente un fatto. Piccolo, per ora, in attesa anche che il curatore fallimentare completi il suo lavoro. Ma almeno si può guardare in volto una speranza, pur avvolta da tutte le prudenze del caso. A cui se aggiunge subito un’altra: che nessuno di loro si limiti al bel gesto, alla cortesia di rispondere a un invito pubblico. E faccia i conti in fretta: perché rimettere in piedi una squadra che riparta presumibilmente dalla serie D è un’operazione che dal punto di vista economico, in una realtà come Modena e con il suo pubblico, ciascuno di loro crediamo possa sostenere: da solo o in cordata con altri. La differenza la può fare, più ancora che il portafoglio, l’idea di calcio e di società sportiva che ciascuno di loro porta con sé e che a oggi non è data sapersi. Meglio che al più presto si giochi a carte scoperte, non tanto con lo spirito dei salvatori di una piccola patria calcistica, quanto dimostrando di essere capitani che credono nello sport come risorsa e motore anche di impresa: faticosa, certo, ma tutt’altro che impossibile. Che viva, il Modena, di una vita nuova e diversa.
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