Il procuratore Musti e l'assoluzione della prof. Modena: «Un’indagine sperimentale»
Il procuratore: «Inchiesta unica, esportata all’estero e presa a modello. Abbiamo lavorato bene»
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Lucia Musti, procuratore capo della Procura di Modena , difende il buon operato della procura davanti alla sentenza della Corte di Cassazione che di fatto ha scagionato su ogni fronte la professoressa Maria Grazia Modena, ai tempo dell’inchiesta “camici sporchi” primario di cardiologia .
«Si tratta t di una pronuncia del supremo organo istituzionale quindi noi, come accadde per tutte le pronunce, la rispettiamo - afferma il procuratore capo - Vorrei ribadire la bontà del lavoro della Procura, del pubblico ministero Marco Niccolini, del Nas, in questo processo molto complicato. È stata fatta una “indagine sperimentale”, unica, al punto tale che lo stesso tipo di indagine è stata anche esportata all’estero perché è stata oggetto di studio in altri ordinamenti di altri Stati. Quindi sicuramente una indagine molto, molto complicata e nuova: tutte le indagini che fanno da apripista uno scotto spesso lo pagano e d’altra parte abbiamo comunque una sentenza di primo grado di condanna del tribunale di Modena».
«Questo per dire che è tutto nella fisiologia delle cose - sostiene Lucia Musti - questo ricorso in Cassazione poteva al 50% andare in un modo, al 50% andare in un altro. È nella regola delle cose, del nostro lavoro, e che la procura accetta serenamente senza però rimangiarsi il proprio lavoro. Questo mi sembra il minimo che dobbiamo anche a coloro che sono incappati comunque in questa vicenda, a qualunque titolo. Inoltre è il caso di dire che la Procura non è contro nessuno, cioè noi facciamo il nostro lavoro, ricordiamoci che siamo magistrati, come i giudici, perché il concorso è unico. Voglio inoltre ricordare che la procura non fa guerre contro nessuno, lavoriamo in assoluta buona fede e con professionalità» .
Il pm Marco Niccolini: «Il nostro sistema prevede tre gradi di giudizio ed è normale che in un processo con quaranta imputati ci siano delle posizioni che poi non abbiano un seguito. La sentenza non mi sorprende, fa parte della fisiologia del processo. Ci sono tre gradi e funziona così».
«No comment» da parte dell’azienda ospedaliera, rappresentata dall’avvocato Andrea Mattioli.
«Si tratta t di una pronuncia del supremo organo istituzionale quindi noi, come accadde per tutte le pronunce, la rispettiamo - afferma il procuratore capo - Vorrei ribadire la bontà del lavoro della Procura, del pubblico ministero Marco Niccolini, del Nas, in questo processo molto complicato. È stata fatta una “indagine sperimentale”, unica, al punto tale che lo stesso tipo di indagine è stata anche esportata all’estero perché è stata oggetto di studio in altri ordinamenti di altri Stati. Quindi sicuramente una indagine molto, molto complicata e nuova: tutte le indagini che fanno da apripista uno scotto spesso lo pagano e d’altra parte abbiamo comunque una sentenza di primo grado di condanna del tribunale di Modena».
«Questo per dire che è tutto nella fisiologia delle cose - sostiene Lucia Musti - questo ricorso in Cassazione poteva al 50% andare in un modo, al 50% andare in un altro. È nella regola delle cose, del nostro lavoro, e che la procura accetta serenamente senza però rimangiarsi il proprio lavoro. Questo mi sembra il minimo che dobbiamo anche a coloro che sono incappati comunque in questa vicenda, a qualunque titolo. Inoltre è il caso di dire che la Procura non è contro nessuno, cioè noi facciamo il nostro lavoro, ricordiamoci che siamo magistrati, come i giudici, perché il concorso è unico. Voglio inoltre ricordare che la procura non fa guerre contro nessuno, lavoriamo in assoluta buona fede e con professionalità» .
Il pm Marco Niccolini: «Il nostro sistema prevede tre gradi di giudizio ed è normale che in un processo con quaranta imputati ci siano delle posizioni che poi non abbiano un seguito. La sentenza non mi sorprende, fa parte della fisiologia del processo. Ci sono tre gradi e funziona così».
«No comment» da parte dell’azienda ospedaliera, rappresentata dall’avvocato Andrea Mattioli.
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