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Modena, dai versi d’amore ai comici: una vita fatta di spettacoli

di Stefano Luppi
Modena, dai versi d’amore ai comici: una vita fatta di spettacoli

Ideatore del Festival del cabaret emergente ha lanciato artisti come Cucciari e Impastato

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MODENA. Riccardo Benini, 58 anni tra un mese, modenese doc ed esponente di una nota famiglia di commercianti ha scelto per la sua vita una strada molto diversa. Si è sempre occupato di musica, arte, spettacolo ed ha “inventato” il Festival del cabaret emergente, giunto al 25esimo anno con un successo sempre crescente. Benini è stato per molti anni il manager di Daniel McVicar uno dei principali attori della soap opera Beutiful, nonché di attori come Ronn Moss che ha inserito nel cast di programmi televisivi come “Ballando con le Stelle”. Attualmente collabora con Andrea Mingardi e rappresenta gli attori Gianfranco D'Angelo e Victor Poletti per il cinema e la tv.

Benini, i suoi famigliari si occupano di commercio, lei?

«Io so a malapena cambiare una lampadina, non mi sono mai piaciute le cose materiali e da piccoli, a mio fratello Enrico, gioielliere, regalavano macchinine, a me una lavagna per scrivere. Adoravo l’arte e lo spettacolo fin dai 6 anni e ho imparato a scrivere a 4. A quelle età scrivevo le mie prime poesie d’amore».

Addirittura?

«Non so perché scrivevo versi, ma mi hanno sempre interessato le cose immateriali e sin da giovane seguivo spettacoli di Gaber, Albertazzi, Valeria Moriconi oltre ad adorare la musica. Mia mamma Giuliana, scomparsa nel 2013 mi inseguiva col piatto perché mangiavo solo davanti al juke box».

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Con il suo festival del Cabaret emergente ha anticipato i talent.

«Sì, ho iniziato nel 1993 con dieci comici. Quest’anno abbiamo 244 iscritti che abbiamo iniziato proprio ieri l’altro ad ascoltare: abbiamo scoperto artisti oggi famosi come Geppi Cucciari, Rocco Ciarmoli (Rocco il Gigolò), Gianluca Impastato».

E più in generale come ha iniziato il suo lavoro?

«Proprio componendo canzoni e cantando. La svolta c’è stata nel 1985, quando con la mia canzone “Mi sto perdendo” arrivai secondo al festival Disco Verde di Vittorio Salvetti. La cantava Luciana Gallo della trasmissione Premiatissima, signora che oggi fa la pittrice. Arrivammo appena dietro Tarzan Boy di Baltimora, un pezzo dance allora famosissimo».

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Poi che accadde?

«Mi chiamò Canale 5 per scrivere la sigla Festivalbar sempre di Salvetti che cantava Mary Day. Ma con i diritti d’autore, pure sostanziosi, era difficile campare un anno intero».

Che fece?

«Ebbi l’intuizione, nei primi anni ’90, di capire che la soap opera Beautiful sarebbe diventata un successo mondiale. Grazie al produttore Mister Bell ottenni, tenendola per 17 anni, la gestione dell’attore Daniel McVicar: siamo rimasti in contatto fino al 2010 girando in mezzo mondo. Vincemmo un Telegatto e ciò mi aprì altre porte».

Lei è molto eclettico.

«Bisogna esserlo nel mio mondo, in effetti il lavoro decollava e conobbi personaggi come Ottavio Missoni, i Ferragamo, le sorelle Fendi, Giorgio Fini che conobbi benissimo oltre ad Enrico Mentana e Maurizio Costanzo i boss di Canale 5 all’epoca».

Berlusconi mai incontrato?

«Sì, una volta a Roma in via dei Coronari dove guardava una vetrina di antiquariato: facemmo una foto che tengo in ufficio anche se è solo una polaroid».

Lei è famoso per il Cabaret emergente, ma è anche un “sanremologo” nel senso che sa tutto del Festival di Sanremo che sta per arrivare in tv.

«Sì e le racconto un aneddoto che risale al 1993, quando una radio di Modena mi mandò a Sanremo. Alle prove, ascolto una sedicenne romagnola con una grande voce e dico al direttore della radio che avrebbe vinto il festival anche se non aveva neppure un discografico. Presi del pazzo, ma avevo ragione».

Chi era?

«Era Laura Pausini che vinse davvero, tanto che oggi suo papà Fabrizio è uno dei miei migliori amici».

Altri aneddoti?

«Un altro riguarda Andrea Bocelli: me lo presentò un amico commercialista modenese, lo ascoltai e sobbalzai sulla sedia. Fui il suo manager per un anno prima che arrivasse Caterina Caselli. Apriva i concerti del mio amico Bruno Lauzi».

A Modena chi ha conosciuto?

«Ammiravo Pierangelo Bertoli e con il figlio contribuii cinque anni fa a fare nascere il premio a lui dedicato. Poi portai a Modena Renato Zero, dovevo diventare il presentatore di Fonopoli a Roma, ma non se ne fece nulla. Pippo Baudo invece mi ha insegnato tutto».

E Vasco?

«L’ho conosciuto: lui è un puro così come i suoi fans, io però amo più la Pausini, Tiziano Ferro, Elisa. Vasco però ha saputo avvicinare tante persone dalla vita un po’ spericolata, che si identificano. Il sindaco Muzzarelli verrà ricordato a lungo per il Modena Park».

Come vede il futuro?

«Ho una compagna meravigliosa e spero di poter un po’ allentare tra alcuni anni. Vivendo anche qualche mese in Salento».
 

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