Modena, l’uomo sfila a Milano Note british, western e... album dei ricordi
Soprattutto terzisti a rappresentare il tessile modenese E tra gli eventi co-ed l’eclatante passerella di Dsquared2
MODENA. Da settimana della moda a week-end lungo, così si è trasformata l'edizione di Milano Moda Uomo programmata dal 12 al 15 gennaio e che ha previsto 30 sfilate, 25 presentazioni, 8 presentazioni su appuntamento e 12 eventi in calendario, per un totale di 63 collezioni. Tra decentralizzazioni e traslochi, il distretto tessile modenese è stato rappresentato fondamentalmente dai terzisti. Con rarissime eccezioni. Inoltre, da alcune stagioni molti brand hanno scelto Milano Moda Uomo per presentare le proprie collezioni uomo e donna insieme, le cosiddette sfilate co-ed, delle quali la più eclatante è stata quella di Dsquared2, che ha portato in passerella il gotha dei modelli e delle modelle. Il primo look di una collezione dedicata alle atmosfere Western con tutti i riferimenti iconografici del caso, rodeo compreso, è stato indossato da Bella Hadid e l'ultimo da Kendall Jenner, con milioni di like assicurati sui social.
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I gemelli Caten hanno proposto capi con motivo buffalo-check mixato al denim, abiti con disegni navajo indossati su parka oversize traboccanti di pelliccia. Atmosfera british, invece, con i “monelli” chic di Ermanno Scervino: tartan in tutte le sue declinazioni per giacche patchwork abbinate a pantaloni joggers in Principe di Galles hanno sportive bande laterali in tessuto tecnico, camicie in mussola di lana sono esaltate da colorati contrasti di tartan e animalier, giacche e cappotti in pied de poule o spigato sono rivisitati e impreziositi da inserti in shearling incassato. La maglieria a contrasto è proposta a righe orizzontali in colori accesi intervallati da sottili bande nere. Il denim destroyed ha dettagli patchwork anch’essi in tartan.
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La tecnica utilizzata da Scervino per creare il patchwork segue, come filo conduttore, le cromie iconiche del tartan, intersecando blu, rosso verde e giallo in un gioco di applicazioni a più strati. I classici tessuti del guardaroba maschile, pied de poule e spigato, vengono scomposti ad hoc per ottenere un effetto sfumato. Caban e giacche assumono un aspetto used grazie alla goffratura della lana. Giorgio Armani dichiara il suo amore per il velluto, da lui stesso definito “il tessuto più bello del mondo”, e lo utilizza indistintamente sia per il guardaroba da giorno che per quello da sera. Re Giorgio sfoglia anche l'album dei ricordi, con una nuova produzione di capi che hanno fatto la storia del brand dell'aquila, come i look da aviatore composti da pantaloni larghi “da combattimento” in mohair a quadretti “fluffato”, o in velluto a coste e miscele di lana leggermente jacquardate o semplici, oppure dritti infilati nelle calze e dentro agli stivali. Montgomery lunghi in montone con toppe, giubbotti in pelle nera a coste, giubbotti da aviatori in vitello patinato e grandi cappotti di velluto solo alcuni degli elementi di questa “pattuglia” con tanto di guanti da volo in coccodrillo o vitello. In casa Missoni si parla d'arte, in particolar modo di quella progressista creata sulla scena newyorchese sul finire degli anni '70. «Ho innumerevoli foto dei miei genitori in giro con artisti famosi - ha raccontato Angela Missoni - tutti con indosso i nostri maglioni».
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