«Senza farmaco sono in sedia a rotelle»
«Da due mesi non si riesce ad avere più nulla e ora mi ritrovo su questa carrozzina perchè non riesco più a camminare: prima, quando mi curavo con la cannabis, riuscivo a essere autonoma, a camminare...
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«Da due mesi non si riesce ad avere più nulla e ora mi ritrovo su questa carrozzina perchè non riesco più a camminare: prima, quando mi curavo con la cannabis, riuscivo a essere autonoma, a camminare con le stampelle e persino a guidare la macchina. Ora la malattia che mi sta consumando m’impedisce persino di mangiare e di bere, sono arrivata a 49 chili e un medico dell’ospedale ha certificato che è la mancanza delle cure e del farmaco ad avermi ridotto in questo stato».
Chi parla è Elsabetta Biavati (nella foto), 50 anni, esperta in campo elettronico e che ieri era presente al convegno assieme ad altri malati. Sino a cinque anni fa, prima che la sua malattia neurologica cominciasse ad atrofizzarla aveva una vita normale. Oggi la sua malattia l’ha spinta a muoversi con altri per reclamare le uniche cure che le permettono di stare in vita con il livello minimo di dolore.
Dalla pagina Fb che ha creato assieme a un gruppo di amici, “Dolore e cannabis terapeutica”, sono arrivate 5 mila persone in tutta Italia, quasi tutti pazienti in cura con i prodotti della cannabis. Di qui la scelta di creare il Comitato Pazienti Cannabis Medica che mette assieme i malati e i loro medici che utilizzano i derivati della pianta. «Da tre settimane mi sembra di impazzire per i dolori e i sintomi si sono aggravati in maniera intollerabile - conclude Biavati - Alternative non ce ne sono. In un’altra occasione in cui non c’era più cannabis in farmacia ho provato ad andare in piazza a cercare marijuana da fumare. Il risultato? Una crisi epilettica durissima. Cosa farò ora? Mom resterò inerte. I miei ultimi grammi li ho dati a una bimba con la sindrome di Tourette: meglio che soffra io e non una ragazzina di otto anni. (s.c.)
Chi parla è Elsabetta Biavati (nella foto), 50 anni, esperta in campo elettronico e che ieri era presente al convegno assieme ad altri malati. Sino a cinque anni fa, prima che la sua malattia neurologica cominciasse ad atrofizzarla aveva una vita normale. Oggi la sua malattia l’ha spinta a muoversi con altri per reclamare le uniche cure che le permettono di stare in vita con il livello minimo di dolore.
Dalla pagina Fb che ha creato assieme a un gruppo di amici, “Dolore e cannabis terapeutica”, sono arrivate 5 mila persone in tutta Italia, quasi tutti pazienti in cura con i prodotti della cannabis. Di qui la scelta di creare il Comitato Pazienti Cannabis Medica che mette assieme i malati e i loro medici che utilizzano i derivati della pianta. «Da tre settimane mi sembra di impazzire per i dolori e i sintomi si sono aggravati in maniera intollerabile - conclude Biavati - Alternative non ce ne sono. In un’altra occasione in cui non c’era più cannabis in farmacia ho provato ad andare in piazza a cercare marijuana da fumare. Il risultato? Una crisi epilettica durissima. Cosa farò ora? Mom resterò inerte. I miei ultimi grammi li ho dati a una bimba con la sindrome di Tourette: meglio che soffra io e non una ragazzina di otto anni. (s.c.)
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