Derubato del telefono e preso a schiaffi
Ancora una rapina al Parco Novi Sad, l’aggressore catturato poco dopo da una pattuglia della polizia
Rapinato del telefonino mentre attraversa il parco Novi Sad. Reagisce, insegue il rapinatore, prende due schiaffoni, ma alla fine, grazie all’aiuto della polizia, riconquista lo smartphone e vede il rapinatore finire in manette.
Teatro di questa vicenda, ancora una volta, il Parco Novi Sad, un’area nel cuore di Modena, che si dimostra davvero pericolosa per chiunque si trovi di sera ad attraversarlo in solitudine.
Era accaduto la scorsa settimana a una ragazza, che usciva dalla mostra “Mutina Splendidissima” dove lavora; è accaduto ieri a un ragazzo modenese di 18 anni che intorno alle 20,40 si è trovato a transitare all’interno del parco Novi Sad.
Qui è stato avvicinato da un magrebino con il pretesto della richiesta di una sigaretta. Il diciottenne ha risposto che non aveva alcuna sigaretta; lo straniero invece di desistere, con una mossa fulminea, ha infilato la mano nel taschino della giacca del giovane è gli ha preso il cellulare. Subito dopo per favorire la propria fuga, lo ha fatto inciampare. Il giovane colto di sorpresa, una volta ripresosi, ha iniziato a cercare il rapinatore. Non prima di aver chiesto aiuto a dei passanti per dare l’allarme alla polizia. Poco dopo lo ha ritrovato ai piedi della tribuna del parco. Qui lo ha affrontato chiedendo la restituzione del telefonino. Per tutta risposta ha ricevuto due ceffoni. Il rapinatore è poi scappato lungo la ciclabile in viale Monte Kosica. Nel frattempo è arrivata la Volante, impegnata in alcuni controlli poco distante. La pattuglia di servizio nella zona ha iniziato la ricerca e, grazie alla descrizione fornita, gli agenti sono riusciti a individuare e arrestare il magrebino: un 25enne con precedenti specifici per furto. Sarà processato oggi per direttissima. La questura fa sapere che i controlli di prevenzione e sicurezza nel parco proseguono. Il ripetersi di questi episodi inevitabilmente richiedono uno sforzo maggiore, perché non è possibile che attraversare un’area a due passi dal cuore della città possa trasformarsi in qualcosa di pericoloso.
Soprattutto per tanti i ragazzi che, complice la presenza di scuola e università, sono i maggiori fruitori dell’area.
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