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Ora gli avvocati danno le pagelle alla stampa locale

Ora gli avvocati danno le pagelle alla stampa locale

Per la Camera Penale dà troppo spazio all’accusa  Sindacato e Ordine dei giornalisti: è intimidazione

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La Camera Penale Perroux, che rappresenta gli avvocati modenesi, ha istituito un Osservatorio sulla cronaca giudiziaria per valutarne la correttezza. Di fatto viene riproposta, in chiave locale, un’iniziativa già realizzata a livello nazionale e parte già da una valutazione negativa sulla stampa, che secondo i penalisti sarebbe troppo schierata dalla parte dell’accusa, creerebbe “processi mediatici” che influenzano “il giudicante”. Gli avvocati Alessandro Sivelli, Roberto Ricco, Umberto Rossi e Riccardo Caricati dovranno “verificare le modalità con le quali vengono riportate dagli organi di stampa le notizie di cronaca giudiziaria e di politica giudiziaria che attengono al circondario del nostro tribunale”.

L’osservatorio nazionale – sottolinea la Camera sottolinea che l’osservatorio nazionale ha “accertato che viene dato più risalto alla fase delle indagini ed alle tesi accusatorie”, con “violazioni del segreto istruttorio” che condizionano l’opinione pubblica e “possono arrecare all’imparzialità del giudice”.

“Pensiamo ad esempio a quanto accaduto nel processo “Aemilia” allorché, pochi giorni dopo gli arresti, prima ancora delle decisioni del tribunale del riesame, è stato pubblicato e diffuso un libro che riportava fedelmente, quasi integralmente, il contenuto della misura cautelare con atti che dovevano rimanere segretati.

Il diritto di informazione e la tutela del processo e delle garanzie del processo vanno entrambi garantiti. I cittadini hanno il diritto di essere informati e l’informazione deve essere libera, senza alcuna censura, ma chi informa ha il dovere di una corretta informazione e formazione dell’opinione pubblica sui temi della Giustizia”. E’ “necessario diffondere la cultura delle garanzie che si fonda sulla presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva”.

Il monitoraggio della stampa, con le premesse esposte dalla Camera Pamnale e il riferimento al processo “Aemilia”, non piace ai giornalisti che considerano l’iniziativa una intimidazione nei confronti di chi fa cronaca giudiziaria.

L’osservatorio è "inquietante", scrivono i segretari del sindacato nazionale Fnsi e di quello regionale Aser, Raffaele Lorusso e Serena Bersani, insieme ai presidenti degli Ordini nazionale e regionale, Carlo Verna e Giovanni Rossi. “Il processo Aemilia, in corso da oltre un anno a Reggio Emilia - ricordano - per la prima volta ha alzato il velo sulle infiltrazioni mafiose in Emilia-Romagna” e “un pentito ha rivelato che, tra i progetti degli 'ndranghetisti in Emilia, c'era anche quello di uccidere un giornalista”, ma questo non tocca “in maniera altrettanto significativa la sensibilità degli avvocati”.

“Non è la prima volta che il Sindacato e l'Ordine dei giornalisti sono costretti a occuparsi di intimidazioni, esplicite o velate, fatte a chi si occupa di informare i cittadini sul processo Aemilia”, aggiungono i rappresentanti degli organi di categori: “Ricordiamo le minacce in aula ai cronisti reggiani, le richieste dei legali degli imputati di celebrare il processo a porte chiuse, le proteste contro i giornalisti già manifestate da alcuni difensori alle Camere Penali di competenza”.

Da qui, proseguono, la “grande preoccupazione di fronte a un'iniziativa che pare avere sapore intimidatorio. Gli eventuali comportamenti scorretti dei giornalisti sono di competenza del Consiglio di disciplina dell'Odg, al quale qualunque cittadino può rivolgersi per segnalarli. Riteniamo grave e inquietante che i media debbano essere messi sotto osservazione da un organismo composto solo da avvocati e non da tutte le altre parti chiamate in causa dalla decisione della Camera Penale di Modena. Altrettanto grave e intollerabile riteniamo l'affermazione che i media vengano strumentalizzati dall'ufficio del pubblico ministero e condizionino l'imparzialità dei giudici. Più che di osservatori su chi racconta e su come vengono svelati fatti criminosi sottaciuti per anni in Emilia-Romagna, sarebbe forse opportuno dotarsi di strumenti per mettere immediatamente a fuoco, se non per prevenire, tali delitti".

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