Pd, la scelta è fatta cinque riconferme e sei nuove proposte
Alla fine ha vinto la lista corta, e dunque i parlamentari uscenti, che dovranno fare i conti con meno concorrenti del previsto. E pazienza se i renziani non l’hanno presa per niente bene, come hanno...
Alla fine ha vinto la lista corta, e dunque i parlamentari uscenti, che dovranno fare i conti con meno concorrenti del previsto. E pazienza se i renziani non l’hanno presa per niente bene, come hanno dimostrato gli interventi dell’assessore carpigiano Simone Morelli, uno dei più “segnalati” dai circoli, del sindaco di Formigine Maria Costi e dell’ex presidente della Provincia Emilio Sabattini, e soprattutto i venti astenuti al momento del voto. È arrivata ieri sera, con la direzione provinciale di Ponte Alto - direzione che per la seconda volta di fila ha previsto il “Daspo” per la stampa, esclusa dall’assemblea - la rosa che il segretario Pd Davide Fava inoltrerà al segretario regionale Paolo Calvano per individuare i candidati al Parlamento per le elezioni del 4 marzo.
Rosa che dunque contiene i nomi di cinque parlamentari uscenti - Matteo Richetti, Giuditta Pini, Stefano Vaccari, Davide Baruffi ed Edoardo Patriarca - e sei “nuove proposte”, ovvero la presidente del Consiglio comunale di Modena Francesca Maletti, il segretario cittadino Andrea Bortolamasi, l’ex segretario provinciale Lucia Bursi e il sindaco di Medolla Filippo Molinari, più l’ex assessore provinciale Elena Malaguti e il sindaco di Marano Emilia Muratori, aggiunte in un secondo momento su proposta del sindaco di Modena Gian Carlo Muzzarelli. Undici nomi, dunque, per una lista corta, come chiedevano i parlamentari uscenti, mentre i renziani chiedevano un elenco più lungo: fuori sono rimasti gli assessori carpigiani Simone Morelli e Stefania Gasparini, dunque, ma anche l’ex segretario provinciale Paolo Negro e l’assessore sassolese Giulia Pigoni, entrambi molto vicini a Matteo Richetti. Esclusioni che non sono piaciute ai renziani, che hanno fatto diversi interventi critici nei confronti della proposta del segretario, mentre al momento del voto ci sono state venti astensioni. Nel frattempo, i nomi della lista saranno trasmessi al regionale e al nazionale (sarà proprio il segretario Renzi a dire l’ultima parola prima della chiusura delle liste): al momento, in posizioni “certe” ci sono i soli Richetti, Vaccari e Pini, mentre tra i nuovi Maletti e Bortolamasi hanno maggiori chance. Ma la lista corta rende legittime le speranze per tutti (Molinari potrebbe essere un buon nome per il collegio uninominale della Bassa): il nodo centrale, comunque, resta quello del candidato “paracadutato” da Roma, che probabilmente arriverà, ma che potrebbe essere bilanciato in senso opposto da una candidatura fuori Modena di uno tra Matteo Richetti e Giuditta Pini.
Luca Gardinale
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