Donna morta sui binari: «Forse fuggiva»
La polizia propende per questa ipotesi: la giovane correva e il treno l’ha travolta. L’appello: «Chi la conosce si faccia avanti»
A 48 ore dal ritrovamento del cadavere è sempre più un giallo. La donna, trovata morta accanto ai binari, nel tratto ferroviario senza illuminazione che attraversa via Buonvino, al confine tra Ponte S. Ambrogio e Gaggio di Piano, ancora non si sa chi sia. E a parte il fatto che è stata uccisa dal passaggio del treno, non si sa in quali circostanze questo sia accaduto. Gli inquirenti, ovvero la squadra mobile, avanzano delle ipotesi e quella a cui propendono, in base ai primi rilievi, è che questa donna stesse fuggendo e poi sia finita contro il treno. Quella dove è stata ritrovata è infatti una zona senza illuminazione, molto distante dalla via Emilia e dove ci sono piazzole nei cui paraggi clienti e prostitute si infrattano, si appartano. Da qui le due ipotesi più accreditate: la prima che la donna stesse scappando perché il cliente si era rivelato essere un rapinatore (è anche stata ritrovata senza borsetta), la seconda che sempre un cliente le stesse facendo violenza, la volesse stuprare. Da qui la fuga precipitosa per scappare dall’aggressore finita tragicamente. Queste le ipotesi. Per il resto si presume, da un primo esame, che questa donna trovata con una gamba amputata dal passaggio del treno e con il volto sfigurato sia una donna sui venticinque, trenta anni. Si presume che sia dell’Est Europa, probabilmente o di nazionalità ungherese o rumena perché lungo la via Emilia Est, da Modena a Castelfranco e oltre, solitamente le prostitute vengono da quei paesi mentre i loro protettori sono solitamente albanesi. Nessun aiuto dalle telecamere, già visionati i filmati di quella dell’albergo sul ponte di Sant'Ambrogio. Ma l'eventuale vettura con la prostituta non sarebbe passata dalla via di fianco, chiusa in prossimità della ferrovia da una cancellata, ma dalla strada che porta a Gaggio e che finisce appunto dove i clienti si appartano.
Oggi, una volta che verrà conferito l’incarico alla Medicina legale, la Mobile potrà iniziare a lavorare su “qualcosa” di concreto. Qualcosa non da poco, le impronte digitali, l'esame dattiloscopico che è fondamentale per poter risalire all’identità della donna. E da qui poi la comparazione col Dna del sangue sui binari, presente a due metri di distanza, così come la gamba, da dove era il corpo, trovato supino dalla polizia ferroviaria. Alla Polfer spetta il compito di cercare di risalire al treno che l’avrebbe impattata, una impresa visto i tanti “merci” e il gran numero di passaggi lungo quella linea.
La polizia intanto, che sta setacciando gli ambienti delle prostitute, lancia un appello: se qualcuno ha indicazioni utili su questa giovane donna si faccia avanti. Intanto la Medicina Legale si sta preparando per l’autopsia. Sarà un accertamento complesso. La Procura, come detto, ieri non ha però ancora nominato il consulente per la relazione su questo caso.
Il viso abraso, rimasto completamente sfigurato, e la gamba tagliata sono i segni evidenti dell’urto col treno, ma c’è altro? Questo è l’interrogativo di fondo perché una risposta medico legale potrà dare una spiegazione plausibile sulla presenza del corpo straziato in quel punto e a quell’ora.
Il medico legale che verrà incaricato dovrà compiere un’autopsia che scremerà le lesioni dovute all’urto col treno da ogni altro possibile segno che si rileverà sul corpo per arrivare a capire se la povera vittima aveva altre ferite recenti dovute ad altre cause.
Un aspetto importante e sicuramente urgente è stabilire se la prostituta ha subito violenza sessuale. Per ora la domanda resta senza risposta. Le indagini sono a tutto campo. Ma questo aspetto potrebbe diventare determinante anche per successive indagini di laboratorio.
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