Sfratto rinviato in via Scarpa per una mamma con quattro figli
Sfratto rinviato e round alla famiglia e ai ragazzi del Guernica che sono intervenuti per cercare di bloccare il provvedimento, aggiungendo un altro tassello alla loro battaglia contro gli sfitti e...
Sfratto rinviato e round alla famiglia e ai ragazzi del Guernica che sono intervenuti per cercare di bloccare il provvedimento, aggiungendo un altro tassello alla loro battaglia contro gli sfitti e la mancanza di alloggi. È accaduto in via Scarpa, dove ieri mattina, al civico 16, si è presentato l'ufficiale giudiziario per eseguire uno sfratto. Un appartamento al terzo piano doveva essere liberato da chi vi abitava, ovvero una mamma maghrebina con quattro figli, in attesa di un quinto figlio e con la nonna ( la mamma di lei) anziana e con problemi di salute.
La donna era da un po’ che non riusciva a pagare l’affitto, era, come è stato riferito, in morosità incolpevole: senza lavoro e senza la possibilità di adempiere agli obblighi dell’affitto e non solo a quelli. Una situazione limite che ieri avrebbe avuto come epilogo lo sfratto, la perdita della casa. In via Scarpa, dopo l’arrivo dell’ufficiale giudiziario, si era formato un capannello formato dai giovani del Guernica, alcuni bambini e famiglie amiche della donna. Sul posto anche la polizia che ha presidiato e controllato che la situazione non degenerasse. È stato deciso che, in attesa di nuovi sviluppi, lo sfratto sia rimandato. La storia di questa mamma è ben conosciuta in Comune: la sua situazione è da tempo monitorata, oltre che seguita dai Servizi territoriali del Comune che le avevano per tempo proposto più di una soluzione abitativa alternativa. Innanzitutto le è stato garantito un sostegno economico del Comune nel caso si fosse attivata per cercare un altro appartamento sul libero mercato. Visto che tale strada non è stata percorsa, alla famiglia già un paio di mesi fa è stato proposto una soluzione a I Ciclamini, la nuova residenza per donne sole e con figli , ma la signora non l’ha trovata adeguata alle proprie esigenze, anche perché lontana dalle scuole dei figli. I Servizi sociali si sono pertanto attivati per trovare una soluzione diversa, individuata in una struttura utilizzata per casi di disagio o emergenza abitativa e collocata vicino alle scuole dei figli. Dapprima un alloggio con una camera, troppo piccolo e successivamente un altro con due camere. «Ma la signora per ora ha declinato l’offerta fanno sapere il Comune - In ogni caso, se dovrà lasciare l’appartamento che ancora occupa, né lei né i suoi quattro figli resteranno per strada. Le si proporrà nuovamente la soluzione temporanea di due camere nella residenza gestita in convenzione, almeno fino a quando la sua posizione nella graduatoria Erp, non le consenta di accedere a un alloggio di Edilizia residenziale pubblica per il quale ha presentato domanda alla fine dello scorso anno».
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