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SPESE PAZZE IN REGIONE 

Vecchi: «Assolto per 50 euro ma rinunciai a 130mila euro»

Vecchi: «Assolto per 50 euro ma rinunciai a 130mila euro»

«Spese pazze? Non io di sicuro. I giudici stessi hanno riconosciuto che solo 50 euro di scontrini rimborsati non erano giustificati per un mio errore ma alla fine mi hanno assolto. In realtà, non...

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«Spese pazze? Non io di sicuro. I giudici stessi hanno riconosciuto che solo 50 euro di scontrini rimborsati non erano giustificati per un mio errore ma alla fine mi hanno assolto. In realtà, non sono stato certo uno spendaccione di soldi pubblici. Anzi, ho fatto risparmiare alla Regione Emilia-Romagna 130mila euro e vi spiego perché».

Luciano Vecchi, ex consigliere regionale Pd nel 2010-11 (il periodo esaminato nell’inchiesta di Bologna), è uscito pulito dalle accuse di peculato. E le motivazioni nella sentenza che hanno portato alla sua assoluzione indicano alcuni aspetti ben precisi. Per i 120mila euro delle accuse iniziali ha prodotto ricevute giustificative che indicano che ogni spesa è avvenuta nell’ambito delle sue funzioni politiche di consigliere regionale. Per questo è assolto “perché il fatto non sussiste”.

«Rimanevano però 50 euro - spiega Vecchi - erano due scontrini di libri. Avevo fatto confusione con le carte di credito al momento del pagamento e in effetti sono stato il primo ad accorgermene, quando me l’hanno fatto notare. E l’ho ammesso. Avendo la documentazione cartacea degli scontrini, è stata riconosciuta la mia buona fede. Per questo capo di accusa sono stato assolto “perché il fatto non costituisce reato”».

Poi la rivelazione. «Ora che tutto è finito voglio far sapere che non solo non ho preso un soldo pubblico senza motivo ma ho rinunciato a più di 130 mila euro». Per 20 mesi avrebbe potuto chiedere quasi 7mila euro e li avrebbe ottenuti: «Allora abitavo a Roma. Avevo diritto al rimborso per andare a Bologna. Invece scelsi di prendere il domicilio da mia madre a Modena per non chiedere un euro». Vecchi dice di essere molto soddisfatto dall’esito dell’inchiesta “Spese pazze” per il Pd: è stato condannato a 4 anni e 4 mesi solo l'ex capogruppo Marco Monari per peculato; assolti gli altri 12 imputati compreso lui stesso. «Ma sono anche dispiaciuto - aggiunge l’esponente Pd difeso dall’avvocato romano Roberto Borgogno dello Studio Coppi - per le accuse che sono pesate su di me per anni».

Carlo Gregori

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