la famiglia criminale
Furto, rapina, detenzione illegale di armi, fino all’intercettazione che ne comproverebbe il cosiddetto “rito di affiliazione” che lo ha «fatto uomo». Reati deprecabili che valgono però i gradi nel...
Furto, rapina, detenzione illegale di armi, fino all’intercettazione che ne comproverebbe il cosiddetto “rito di affiliazione” che lo ha «fatto uomo». Reati deprecabili che valgono però i gradi nel mondo della criminalità organizzata, scalato - anche per discendenza - da Carmine Sarcone, 38 anni, il più giovane dei sei fratelli (quattro maschi e due femmina), partiti da Cutro per piantare radici a Bibbiano, nella bella Villa Mannaia, quartier generale dei fratelli del crimine situato in centro al paese. Quello dei Sarcone è un clan nel clan, fedele al boss cutrese Nicolino Grande Aracri che ne ha promosso il suo braccio destro, Nicolino Sarcone, quale capo bastone in Emilia. Quest’ultimo è il capo prima di tutto della sua famiglia: lo dice il suo curriculum criminale, che va dalle imputazioni per omicidio, legato allo spaccio di droga, alle estorsioni fino al riciclaggio. E Carmine era l’uomo per dare continuità al lavoro.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
