«La malavita organizzata oggi è più debole»
Vaccari (Pd), Paglia (Leu) e Platis (Fi): «Grazie al lavoro degli investigatori si può battere il malaffare»
Tanti gli attestati di stima arrivati dal mondo politico all’ennesima operazione dei carabinieri modenesi contro la ’ndrangheta. «Desidero congratularmi con i Carabinieri di Modena e con i magistrati della Dda di Bologna per la brillante operazione che decapita il vertice della ’ndrangheta emiliana che stava tentando di riorganizzarsi dopo il ciclone dell’inchiesta Aemilia - dice il senatore del Pd Stefano Vaccari, componente della Commissione Antimafia - Grazie allo straordinario lavoro dei nostri investigatori, oggi, la ’ndrangheta nelle nostre terre è meno forte di prima e ci sono tutti i presupposti perché, grazie anche alle testimonianze dei pentiti al processo Aemilia, si possa davvero sconfiggerla. Tutta la società civile e le istituzioni devono mantenere alta la guardia a sostegno del lavoro delle forze dell’ordine e della magistratura e per diffondere la cultura della legalità».
«Il fermo di indiziato di delitto di Carmine Sarcone effettuato a Cutro - aggiunge Giovanni Paglia, deputato di Sinistra Italiana - rappresenta un duro colpo alla 'ndrangheta emiliana; un colpo che segue l'operazione Stige della Dda di Catanzaro di qualche settimana fa. Lo ribadiamo ancora una volta: nel fare i nostri complimenti agli investigatori e alle forze dell’ordine, è la voce della politica a latitare, è la politica che avrebbe il dovere di assumere un’iniziativa forte che chiarisca e spezzi definitivamente le complicità imprenditoriali e/o istituzionali che consentono alla ’ndrangheta di prosperare nei nostri territori».
«Il fermo è il segno di una straordinaria risposta dello Stato nei confronti delle organizzazioni criminali da tempo pericolosamente radicate nel territorio emiliano - analizza il consigliere provinciale e capogruppo dell'Area Nord di Forza Italia, Antonio Platis – È la dimostrazione della straordinaria capacità e qualità investigativa messa in campo dall’Arma dei Carabinieri che per la prima volta ha portato ad un fermo indiziario diretto per associazione mafiosa. Lo spaccato che sta emergendo dalle indagini legate al processo Aemilia è inquietante e allo stesso tempo fondamentale per sviluppare quegli anticorpi che per troppo tempo in Emilia non sono stati alimentati. È anche grazie ad importanti operazioni come questa che possiamo guardare con più fiducia ad un futuro di vittorie e di successi nella lotta alla criminalità organizzata che da tempo ha gettato e fatto crescere solide radici sul nostro territorio».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
