Maletti, Giacobazzi e i dubbi del 5 marzo
Se la presidente sarà eletta ci sarà il cambio in consiglio comunale e anche l’assessore pensa all’uscita
Di certo ci sarà un 5 marzo per il Pd, come ha fatto notare ieri il vicesindaco di Carpi Morelli, ma ci sarà un 5 marzo anche per… il Consiglio comunale. Perché al di là del lavoro delle “forbici” di Paolo Calvano - il segretario regionale dem dovrà eliminare qualche nome modenese dalla rosa per il Parlamento approvata dal collega Davide Fava - con ogni probabilità tra i nuovi modenesi a Roma ci sarà anche Francesca Maletti. E visto che l’ex assessore al Welfare oggi è presidente del Consiglio comunale, la sua scelta per rappresentare il Pd a Palazzo Madama o a Montecitorio comporterà un effetto immediato: il Consiglio dovrà riunirsi per scegliere un nuovo presidente. Tecnicamente i due ruoli non sarebbero incompatibili, ma per questioni di opportunità la Maletti darà l’addio alla presidenza, lasciando così ai gruppi dell’Assemblea il compito di scegliere il suo successore. E anche se in questi giorni i pensieri sono altri, il tema si porrà a breve: al momento, le possibilità in campo sembrano essere quella di una presidenza affidata a Grazia Baracchi, ex capogruppo del Pd fino al cambio voluto dai malettiani, oppure quella che a presiedere i lavori dell’Assemblea sia un consigliere del gruppo Mdp-Per me, alleato del Pd. Ma quello del nuovo presidente sembra essere il minore dei tre problemi che toccano il Consiglio, e in particolare il Pd. Se con la Maletti a Roma l’addio alla presidenza è certo, infatti, resta da capire se l’ex assessore resterà semplice consigliere: la volontà sarebbe quella di non lasciare, ma questa scelta comporterebbe la necessità di spostare il Consiglio comunale dal giovedì - giorno in cui le Camere sono al lavoro - al lunedì. L’alternativa, per i dem, sembra decisamente peggiore: se Francesca Maletti lascerà il posto da consigliere, sarebbe “ripescato” il primo dei non eletti, che teoricamente sarebbe Elena Gazzotti, ma che per questioni di incompatibilità (è appena stata nominata nel cda della Fondazione San Filippo Neri) non potrebbe entrare in piazza Grande. Risultato? A subentrare alla Maletti sarebbe Claudio Tonelli, passato dal Pd a Mdp: a quel punto, però, i dem in Consiglio passerebbero dagli attuali 17 (16 consiglieri più il sindaco) a 16 su 33 (sempre contando Gian Carlo Muzzarelli). Un cambiamento non indifferente, perché oggi i dem sono maggioranza in Assemblea, mentre domani, con Tonelli al posto della Maletti, non lo sarebbero più, e dunque dipenderebbero strettamente dagli alleati. Una preoccupazione che per il Pd passa in secondo piano solo perché adesso ci sono questioni molto più grosse. E un’altra preoccupazione per il primo cittadino arriverà probabilmente da Gabriele Giacobazzi: a settembre, dopo la nomina a presidente dell’Ordine degli Ingegneri, l’assessore voleva lasciare, ma è stato (letteralmente) stoppato da Muzzarelli. Dal 5 marzo, però, le cose potrebbero cambiare… (l.g.)
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