Gazzetta di Modena

Modena

Un lavoro a tutto campo tra sanità e assistenza

di Laura Solieri

Maria Francesca Di Feo, 22 anni, affianca allo studio nella facoltà di Medicina un impegno diretto negli interventi d’emergenza con la Croce Rossa Italiana

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MODENA. «Nel tempo libero mi occupo di musica e letteratura: canto in un coro, suono il mandolino, scrivo poesie, vado a teatro, leggo e viaggio il più possibile. Un’altra attività che occupa le mie giornate è il volontariato».

Maria Francesca Di Feo, 22 anni, di Modena, frequenta il quarto anno della facoltà di Medicina e fa parte della Croce Rossa Italiana. «Sono socia della sede locale del Comitato di Modena – racconta Maria Francesca - Questa possente macchina del bene, come mi piace considerarla, per regolamento prevede un impegno costante, ma restituisce grandi soddisfazioni e opportunità di crescita. Sono entrata in CRI all’inizio dell’Università, nel 2014: avendo deciso di continuare gli studi nella mia città, desideravo essere attiva sul territorio. L’attuale diffusione capillare del Movimento Internazionale di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa è stata preceduta da una storia affascinante».

«Una caratteristica che apprezzo molto dei miei turni da volontaria è la grande variabilità – prosegue Maria Francesca - Mi rendo disponibile in ambito sociale e socio-assistenziale; posso decidere di mangiare una pizza con i ragazzi dell’associazione Aut Aut o di inserirmi nel turno che porta assistenza ai senzatetto, di lavorare in magazzino per gli indigenti o di passare del tempo con le donne della residenza “I Ciclamini”, o ancora di accompagnare anziani e ragazzi disabili in centri diurni. Inoltre, avendo ottenuto la qualifica di soccorritrice e operatrice Full-D, mi capita spesso di fare attività di emergenza-urgenza e assistenza a manifestazioni in ambulanza».

La strategia della Cri è dedicata a giovani come Maria Francesca e alle loro capacità, affinché siano agenti di cambiamento e cittadini consapevoli.

«Ci sono percorsi formativi e campi dedicati proprio a questo – racconta la giovane volontaria - Il gruppo giovani del mio Comitato è estremamente attivo, si riunisce periodicamente con il fine di organizzare eventi, facendo il punto sull’analisi dei bisogni della popolazione. Tra i progetti in via di realizzazione annoveriamo la collaborazione con Caleidos per il supporto dei migranti a Modena, il recupero del parco cittadino XXII Aprile e la prevenzione delle nuove dipendenze. Proprio perché il tutto si svolge sempre su più livelli, in questi mesi sto portando la mia esperienza locale al Tavolo Regionale Giovanile sull’Inclusione Sociale».

«È grande la soddisfazione ogni volta si ha un riscontro, anche inaspettato, di aver agito bene – aggiunge - Mi è capitato di incontrare, a una recente attività contro le malattie sessualmente trasmissibili, un ragazzo che io e il mio equipaggio di una sera avevamo soccorso. Ora fa parte di un’associazione con cui regolarmente collaboriamo: abbiamo chiacchierato e ci siamo coordinati fino a ottenere oltre 300 contatti, cioè persone coinvolte nell’iniziativa.

«Grazie al volontariato ho conosciuto persone di ogni età e professione, che mi hanno arricchita e riempita di sostegno e di fiducia in me stessa – conclude - Fare volontariato è come viaggiare: nella propria città e negli spazi in cui viviamo, spesso ognuno chiuso nella propria dimensione e sia, per le possibilità che offre, più estesamente nel mondo. Per spiegare cosa rappresenta per me, risponderei con le parole di Walt Whitman, nelle sue poesie: “Oh me! Oh life!” “…Cosa vi è di buono in tutto questo, o me, o vita? Risposta: Che tu sei qui – che la vita esiste, e l’individuo. Che il potente spettacolo continua, e tu puoi contribuirvi con un verso”. Ebbene quel verso può essere l’emblema dello spirito con cui si fa volontariato”.



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