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Ausl a fumetti per i disturbi della mente

Ausl a fumetti per i disturbi della mente

L’idea dell’infermiere Gian Luca Bozzoli «Così facciamo anche prevenzione»

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La professionalità unita al talento per una passione personale. Un mix che non è da tutti, e quando si mette anche al servizio dei pazienti la cosa diventa ancora più preziosa.

C’è riuscito, mettendosi in gioco, Gian Luca Bozzoli, nella vita infermiere al Centro di Salute Mentale e nel tempo libero disegnatore con la passione del fumetto. Un connubio interessante, che ha portato ad una vera e propria collezione di fumetti nati dai gruppi di lavoro del centro, sceneggiati e disegnati dagli stessi utenti seguiti da Bozzoli. Prima a solo scopo terapeutico, come prodotto del lavoro di ascolto e confronto, e tenuti insieme dalla volontà di Gian Luca, tanto da essere venduti grazie ad amici e conoscenti per poterne sostenere le spese di stampa. Oggi l’Azienda Usl ci ha creduto, li produce come fosse una collana, i protagonisti non sono ancora personaggi della Marvel ma hanno la stessa forza dei supereroi se usati a scopo di prevenzione. Sette i temi toccati fino a questo momento: psicosi, depressione, bullismo, disturbi alimentari, insonnia, ipocondria e ansia. Di prossima uscita le fobie e l’uso compulsivo da cellulare.

«Merito di un gruppo di ragazzi - spiega Bozzoli - che ha scelto di fare parte di questo progetto, mettendosi in gioco, tanto che il risultato, a parte tutto ciò che si può vedere sfogliando i fumetti, è anche una crescita di autostima non indifferente, aiutando quel sintomo di sfiducia che spesso li accompagna».

Il gruppo ha il nome di “Fumetto Collettivo”. Il progetto nasce dal bisogno di affrontare la problematica del disturbo mentale senza pregiudizi e preconcetti, cercando di raccontare le paure che ruotano attorno ad esso e che producono effetti negativi sulla persona e sulla società.

Il segreto è l’empatia: «Se io conosco cosa sta vivendo un amico - sottolinea Bozzoli - ho più possibilità di capire come aiutarlo: noi abbiamo fatto questo processo utilizzando una forma di espressione molto diretta, come il fumetto, che ha guidato i nostri lavori di gruppo come una vera e propria terapia».

Tutti i fumetti cominciano con una pagina di diario che inquadra il problema, poi si sviluppa la storia che affronta il tema anche con accenni umoristici: «La paura di sbagliare ci porta a non comunicare - aggiunge Rocco Vergine, coordinatore infermieristico del centro di salute mentale - e questo è un modo per coinvolgere, per comunicare, per camminare al fianco dei nostri utenti e lasciare un messaggio chiaro che in termini di prevenzione è la cosa più indispensabile da dover fare».

Ansia e disturbi alimentari sono gli aspetti che maggiormente si notano tra i giovani: «Dobbiamo intervenire subito, dare modo a tutti di capire cosa sta succedendo a chi abbiamo accanto».

Il tema che fa da filo conduttore, infatti, è il disagio mentale che viene analizzato nelle sue varie forme e manifestazioni con un’autoironia riflessiva e mai banale che lascia traccia di sè.

L'impostazione del progetto è di tipo socio-educativo, in un modello dello “stare insieme” in cui diversi soggetti interagiscono e trascorrono del tempo attraverso il “fare insieme”, il “dialogare insieme” e il condividere attimi di vita nella semplicità della relazione in un contesto poco conosciuto incentrato nelle storie raccontate dai pazienti che vengono tradotte con loro nel fumetto: «È chiaro - chiude Vergine - che in tutto questo lavoro non deve mai mancare il rapporto di fiducia con noi operatori». (d.b.)

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