Cna: «Cispadana fondamentale»
Concordia. Il segretario Papotti denuncia il rischio di trasferimento delle aziende
CONCORDIA. «La Cispadana è fondamentale per il futuro della Bassa e del Modenese». Alberto Papotti, segretario Cna, interviene sul tema del segmento autostradale tra Reggiolo-Rolo e Ferrara. Un percorso di circa 67 chilometri che come è noto prevede l’attraversamento di numerosi Comuni della Bassa. Il tracciato fa discutere di sé ancor prima della costruzione. Il 25 luglio scorso è giunto il via libera ministeriale di compatibilità ambientale. Una settimana fa, si è levata una voce contro il progetto. Cecilia Wilkstrom, presidente della commissione per le petizioni del Parlamento europeo, ha denunciato il «pericolo di danni permanenti alle specie faunistiche e più in generale di alterazione degli ecosistemi protetti dalle direttive», dando così ragione al “Comitato Cispadano No Autostrada”.
«L’opera è sostenibile e ha le carte in regola», hanno replicato gli assessori Raffaele Donini (Infrastrutture e trasporti) e Paola Gazzolo (Ambiente). Una posizione condivisa, tra gli altri, dall’associazione di categoria che il concordiese dirige. «Come Cna ribadiamo con forza il nostro sostegno all’infrastruttura - sottolinea Papotti - ed è fondamentale che la Regione non perda l’occasione». Il governatore Stefano Bonaccini ha da poco ricordato come l’area colpita del cratere rappresenti ora «il 2,6% del Pil nazionale», sottolineando che «tra pochi anni l’Emilia sarà ricostruita». Un desiderio condiviso dal segretario, per cui «completare la ricostruzione in un decennio sarebbe un miracolo». Per Papotti esiste però un rischio: che le imprese abbandonino il territorio qualora la Cispadana non venisse realizzata. «Già ora è avvenuto qualche spostamento - denuncia il segretario - come il caso di un’azienda di Concordia che si è trasferita a Reggiolo perché il casello sarà in quel territorio. A fronte dell’inesistenza d’infrastrutture, anche una grande impresa mirandolese ha spostato il magazzino a Monselice. Girando per i territori abbiamo riscontrato resistenze sulla trasformazione del tracciato, originariamente una superstrada, in un’autostrada a pagamento piuttosto che sulla necessità dell’infrastruttura». (g.f.)
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